CANCRO DELLA PROSTATA

Descrizione
La prostata
Fattori di rischio
Circostanze non correlate con il cancro della prostata
Prevenzione
Diagnosi e screening
Dosaggio del PSA
Sintomi
La biopsia prostatica
Stadiazione
Trattamento
    Sorveglianza attiva
    Prostatectomia (chirurgia)
    Radioterapia
    Chirurgia o Radioterapia?
    Terapia ormonale
    Chemioterapia
    Altre opzioni di trattamento
    Gestione del dolore e delle metastasi ossee


Descrizione (torna su)

Il cancro della prostata è causato dalla proliferazione incontrollata delle cellule prostatiche. Una volta diagnosticato e trattato precocemente il cancro della prostata ha un tasso di guarigione superiore al 90%.

Tuttavia , quando diagnosticato, il cancro della prostata può causare alcune modifiche nello stile di vita di una persona: il paziente deve prendere alcune decisioni molto difficili circa i trattamenti possibili, che possono interessare non solo la vita della persona interessata, ma anche, in maniera significativa, l’ esistenza dei membri della sua famiglia per molti anni a venire.

Si stima che ogni anno in Italia si diagnostica il cancro della prostata in almeno 60mila uomini e ciascuno di questi dovrà prendere decisioni molto personali ed individualizzate riguardo le opzioni di trattamento e subire modifiche del proprio stile di vita. Questa sezione del nostro sito Web si pone come obiettivo l’ arduo compito di aiutare i pazienti e le loro famiglie a comprendere come il cancro della prostata si sviluppa, i suoi fattori di rischio , come viene diagnosticato e passa in rassegna tutte le possibili opzioni di trattamento.




La prostata

Visione laterale della pelvi maschile: si notino i rapporti della prostata con la vescica, col retto e con l’ uretra.

Anatomia normale
La prostata è una piccola ghiandola dalla forma simile ad una castagna che si trova sotto la vescica e davanti al retto. L’ uretra, il condotto che attraversa il pene per tutta la sua lunghezza e che trasporta sia l'urina che lo sperma, decorre per un suo tratto all’ interno della prostata. Il retto si trova appena dietro la prostata e la vescica.
Risiedono, appena sopra la prostata, le vescichette seminali, due ghiandole piccole che secernono circa il 60% delle sostanze che compongono lo sperma. Ai lati della prostata decorrono i nervi che controllano la funzione erettile.


Fisiologia normale e cambiamenti dovuti al trattamento
Malgrado gli sforzi dei medici, le strategie di trattamento per il cancro della prostata possono avere conseguenze negative sulla normale maniera di urinare, sul funzionamento intestinale e sulla vita sessuale.

In circostanze normali, gli sfinteri urinari, fasce di tessuto muscolare presenti alla base della vescica ed a livello dell’ apice prostatico, rimangono chiusi strettamente, impedendo all'urina che è immagazzinata nella vescica di fuoriuscire. Durante la minzione ,invece, gli sfinteri si rilassano e lasciano passare il flusso di urina dalla vescica all’ esterno del corpo.

A seguito di una prostatectomia, dopo che la prostata è stata rimossa, la vescica è tirata verso il basso ed è collegata all’ uretra nel punto in cui prima si trovava la prostata. Se lo sfintere alla base della vescica è danneggiato durante questo processo, o se è danneggiato durante la radioterapia,ne risulterà una certo grado di
incontinenza (perdita urinaria involontaria).

Le feci prodotte nell’ intestino in circostanze normali sono espulse tramite l’ ano a seguito del rilassamento volontario dello sfintere anale. Il danneggiamento del retto causato dalla radioterapia può provocare un certo grado di problemi intestinali compresi incontinenza fecale, diarrea o urgenza rettale.

Se i nervi erigendi sono danneggiati durante la prostatectomia viene persa la funzionalità del pene di andare in erezione. Il desiderio sessuale non è influenzato, ma tagliare o danneggiare i nervi che sono alla base dei processi dell’ erezione causa
disfunzione erettile.

Inoltre, durante la prostatectomia, si rende necessaria anche l’ asportazione delle vescichette seminali , visto che in circa il 10% dei casi vengono interessate dal processo tumorale e durante la radioterapia, vengono irradiate. La perdita della prostata e delle vescichette seminali rende i pazienti infertili.


Fattori di rischio

Il cancro della prostata è il tipo di tumore non epiteliale più comune in Italia ed interessa 1 uomo su 8. L’ incidenza del cancro della prostata aumenta con l’ età. Al di sotto deii 40 anni l’ incidenza di questo tumore è soltanto di 1 su 10.000 , ma si eleva a 1 su 38 per la fascia di età tra i 40 e i -59 anni ed a 1 su 14 per i pazienti di età compresa tra i 60 ed i 69 anni. Si valuta che per il 65% dei casi il cancro della prostata insorge nella fascia di età al di sopra dei 65 anni.

Ruolo fondamentale giocano inoltre i fattori ereditari e quelli legati alla razza. Gli individui di razza africana hanno un probabilità del 61% maggiore rispetto a quelli di razza caucasica di sviluppare il cancro della prostata a hanno un rischio di morire per questa malattia quasi 2 volte e mezzo superiore. Gli uomini che hanno un parente di primo grado (padre, fratello o figlio) con una storia di cancro della prostata hanno una probabilità due volte superiore di sviluppare questa malattia, mentre per quelli con due o più parenti questo rischio si quadruplica. Il rischio è ancora più alto se i familiari affetti ricevono la diagnosi in giovane età.

Anche se la genetica riveste un ruolo fondamentale, anche fattori sociali ed ambientali,come dieta e stile di vita sono importanti.

Infatti, la ricerca in questi ultimi anni ha dimostrato che la modifica della dieta può far diminuire l’ incidenza del cancro della prostata, ridurre la probabilità di recidiva e rallentare la progressione della malattia.

Al contrario dei suddetti fattori di rischio esistono altre
circostanze che non sono state connesse ad un aumento del rischio di cancro della prostata.


Circostanze non correlate con il cancro della prostata

Esistono alcune malattie coma la IPB (iperplasia prostatica benigna) o la prostatite, che pur causando sintomi simili a quelli del cancro della prostata e che richiedono l’ osservazione da parte di un urologo, non sono mai state messe in correlazione col rischio di sviluppare un cancro prostatico.

IPB
L’ IPB è un ingrandimento benigno della prostata. Poiché l’ uretra passa attraverso la prostata, l’ ingrandimento della ghiandola comporta una compressione sull’ uretra stessa , rendendo difficile e spesso dolorosa la minzione. L’ IPB non è in nessun modo correlata con un maggior rischio di sviluppare un cancro prostatico.

La prostatite
La prostatite è un'infezione della prostata ed è la causa più comune di infezione urinaria negli uomini. La ricerca ha dimostrato che la prostatite non è in nessun modo correlata con un maggior rischio di sviluppare un cancro prostatico.


Attività sessuale

Si pensava in passato che livelli elevati di attività sessuale o che frequenti eiaculazioni potessero aumentare il rischio di cancro della prostata: questo è assolutamente falso. Al contrario alcuni studi indicano che gli uomini con eiaculazioni più frequenti hanno un rischio più basso di sviluppare il cancro della prostata.

Prevenzione
L'ultimo obiettivo delle strategie di prevenzione del cancro della prostata è impedire che gli individui possano sviluppare questa malattia. Purtroppo, malgrado il progresso significativo della ricerca in questi ultimi 15 anni, questo obiettivo ancora non è stato realizzato.

Al contrario, un certo successo è stato ottenuto grazie alle strategie che possono far ritardare lo sviluppo e la progressione del cancro della prostata. Gli studi con la finasteride e la dutasteride, due farmcaci usati tipicamente nella terapia della IPB, hanno dimostrato la loro efficacia nel ritardare lo sviluppo del cancro della prostata; studi futuri contribuiranno a definire il ruolo ottimale di questi due farmaci.

Diagnosi e screening

Lo scopo dello screening è rilevare il cancro nel suo stadio più precoce, prima che i sintomi si manifestino.

Nella stragrande maggioranza dei casi, è possibile trattare più efficacemente i pazienti in cui il cancro della prostata viene diagnosticato tramite screening in uno stadio iniziale della malattia.

Lo screening del cancro della prostata può essere realizzato rapidamente e facilmente tramite un controllo urologico usando due elementi diagnostici: l'analisi del sangue del
PSA (antigene prostato-specifico) e l’ esplorazione digito-rettale (EDR).

Dosaggio del PSA

Il PSA è una proteina prodotta dalla prostata e liberata in concentrazioni molto basse nella circolazione sanguigna. Quando è presente un problema alla prostata, come il cancro, il PSA viene liberato in misura maggiore, fino a raggiungere un livello in cui può essere rilevato facilmente nel sangue.
Durante l’ analisi, una piccola quantità di sangue è prelevata dal braccio ed il livello di PSA è misurato. I livelli di PSA sotto 4 ng/ml solitamente sono considerati “normali”, i risultati oltre 10 ng/ml solitamente sono considerati elevati mentre i risultati fra 4 e 10 ng/ml sono considerati “sospetti”.

Tuttavia, il livello di PSA può elevarsi anche nel caso in cui siano presenti altre patologie prostatiche come l’
IPB o la prostatite e , al contrario, si può verificare che i livelli di PSA siano più bassi dei valori normali in alcuni pazienti affetti da cancro della prostata. Ecco perchè sia il PSA che la EDR sono utilizzati per rilevare la presenza della malattia.

Esplorazione Digito-Rettale (EDR)
Durante la EDR l’ urologo introduce il dito indice coperto da un guanto e lubrificato nel retto ed esamina la prostata ricercando eventuali irregolarità della forma, della consistenza e della struttura. Spesso la EDR viene effetuata dagli urologi per distinguere fra il cancro della prostata e le malattie benigne come ad esempio l’ IPB.

Esplorazione digito- rettale

Devo essere sottoposto allo screening?

La società italiana di urologia consiglia di eseguire un analisi del PSA ed una EDR annualmente a partire dai 50 anni, agli uomini che hanno una aspettativa di vita di almeno dieci anni. Gli individui considerati ad alto rischio (storia familiare positiva e individui di razza nera) dovrebbero iniziare i controlli di screening a partire dai 45 anni.

Tuttavia, non c’ è ancora una opinione unanime nella comunità medica per quanto riguarda i benefici dello screening del cancro della prostata. I favorevoli sostengono che lo screening consenta di diagnosticare e trattare il cancro della prostata precocemente, offrendo al paziente più opzioni di trattamento con potenzialmente meno effetti secondari. I contrari, invece, ritengono che poiché la maggior parte dei tumori della prostata si sviluppa molto lentamente, gli effetti secondari del trattamento in un numero congruo di casi superano il beneficio derivante dalla rilevazione del cancro in una fase precoce, in cui spesso ancora non causa sintomi e problemi al paziente.

Sono attualmente in esecuzione in Europa e negli Stati Uniti due studi su vasta scala da cui finalmente si aspetta una risposta a questo acceso diverbio.


Sintomi

Nelle fasi iniziali della malattia, la maggior parte dei uomini non avverte alcun sintomo. In alcuni casi, tuttavia, possono essere presenti uno o più dei seguenti sintomi:

  • Stimolo frequente di urinare, particolarmente durante la notte
  • Difficoltà a trattenere le urine
  • Flusso debole o interrotto di urina
  • Minzione dolorosa e/o senso di bruciore
  • Difficoltà nell'avere rapporti
  • Eiaculazione dolorosa
  • Sangue nell’ urina o nello sperma

Poiché questi sintomi sono aspecifici e possono anche dipendere da altre malattie è necessario sottoporsi a un controllo urologico per determinarne la causa di fondo.


Diagnosi
Anche se il PSA e la EDR da soli non possono da soli diagnosticare il cancro della prostata possono indicare la necessità di effettuare una biopsia ed esaminare così le cellule della prostata per determinare se siano neoplastiche o meno: se si sospetta un cancro della prostata è necessaria una biopsia.

La biopsia prostatica

Durante la biopsia prostatica, un ago sottile ,sotto guida ecografica, viene introdotto nella prostata per prelevare piccoli campioni di tessuto. Tale procedura può causare un certo disagio o dolore, ma ha un tempo di esecuzione breve e può essere effettuata senza una degenza in ospedale.

Classificazione di Gleason
In circostanze normali, le cellule prostatiche, come quasi tutte le altre cellule dell’ organismo, si riproducono e muoiono costantemente ed ogni nuova cellula della prostata ha la stessa forma e dimensione di tutte le altre. Le cellule tumorali appaiono differenti: il grado del tumore indica quanto esse siano differenti dalle cellule normali. Le cellule tumorali di “basso grado” sono molto simili al loro corrispettivo normale, mentre le cellule di “alto grado” sono talmente mutate che assomigliano a mala pena alle cellule normali.

Il sistema di classificazione di Gleason comprende cinque gradi diversi che indicano il grado di differenziazione cellulare, ossia quanto queste cellule differiscano dalla loro controparte normale: “1” indica cellule di aspetto quasi normale e “5” cellule che non hanno alcun grado di somiglianza colle cellule prostatiche normali.

Schema di classificazione del grado istologico secondo Gleason

Dopo avere esaminato le cellule al microscopio, il patologo, il medico che studia il campione di biopsia, assegna un grado di Gleason al modello cellulare più frequente nel campione e un secondo grado di Gleason al secondo modello più frequente. I due gradi vengono sommati costituendo così un punteggio (“Gleason Score”) che può variare da un minimo di 2 (meno maligno) a un massimo di 10 (più maligno).
Generalmente il “
Gleason score” è in grado di predire l’ aggressività della malattia. Più alto il “Gleason score”, meno cellule si comportano come cellule normali, e più il tumore tende ad essere aggressivo.

Stadiazione

La stadiazione determina l’ estensione del cancro della prostata. Cancro localizzato della prostata significa che il cancro è limitato all'interno della ghiandola. Cancro localmente avanzato significa che la maggior parte del cancro è contenuto all'interno della prostata, ma ,che una parte di questo ha cominciato a diffondersi ai tessuti immediatamente circostanti. Nella malattia metastatica, il cancro della prostata diffonde al di fuori dell’ organo e dei tessuti circostanti interessando organi più distanti.

Un certo numero di accertamenti possono essere usati per determinare lo stadio della malattia. Il cancro localmente avanzato può essere rilevato attraverso gli studi tradizionali di diagnostica per immagini, quali
ecografia transrettale, TAC e RMN. Tuttavia nessuna di queste metodiche ha una precisione diagnostica accettabile: l’ unico esame che può affermare con certezza se un tumore è limitato alla prostata o se è sconfinato al di fuori dei suoi limiti anatomici è l’ esame istologico, ossia lo studio dell’ organo sezionato effettuato al microscopio dopo la rimozione chirurgica da un anatomo-patologo.

Le metastasi possono essere rilevate colla diagnostica per immagini e spesso interessano i linfonodi. I tumori che si diffondono agli organi distanti tendono ad attraversare il sistema linfatico, un sistema circolatorio simile alla circolazione sanguigna che trasporta le cellule che combattono le infezioni. Durante la chirurgia, i linfonodi vengono rimossi e successivamente esaminati per determinare la presenza di cellule tumorali.

Conoscere lo stadio della malattia contribuisce a determinare quanto aggressivamente la malattia deve essere trattata utilizzando le diverse opzioni di trattamento disponibili

Trattamento

Esistono diverse opzioni di trattamento per il cancro della prostata,differenti per grado di aggressività, invasività ed effetti collaterali: ogni paziente deve essere informato su queste diverse opzioni e prendere , insieme con il suo medico, la propria decisione.

Per la maggior parte dei pazienti, la decisione si basa su una combinazione di fattori clinici e psicologici. Molto probabilmente gli individui a cui viene diagnosticato il tumore della prostata vivranno a lungo, così la decisione che prenderanno avrà una importanza fondamentale. La considerazione attenta delle opzioni differenti è un primo punto importante nel decidere il trattamento migliore.


Sorveglianza attiva

Il concetto di sorveglianza attiva si è affermato sempre più durante gli anni scorsi come opzione realizzabile per i pazienti che, per un motivo o un altro, hanno deciso di non subire l' intervento chirurgico o la radioterapia in tempi immediati. Durante la sorveglianza attiva il cancro è controllato con attenzione per individuare eventuali segni di progressione. Il dosaggio del PSA e una EDR sono eseguiti solitamente ogni sei mesi e una biopsia prostatica viene effettuata annualmente. Il trattamento viene eseguito se i sintomi peggiorano o se le analisi indicano che il tumore sta progredendo.

La sorveglianza attiva può essere una buona scelta per i pazienti affetti da tumori a crescita lenta o diagnosticati in fase precoce , o per pazienti in precarie condizioni generali per la presenza concomitante di altre patologie.

Molte delle opzioni di trattamento per il cancro della prostata possono provocare effetti secondari difficili da tollerare specie per individui in buona salute. Inoltre, se un paziente è affetto contemporaneamente da altre malattie, quali patologie cardiache , ipertensione sanguigna di vecchia data o diabete scompensato, il medico può ,nel suo interesse, ritenere di non consigliare di effettuare alcun trattamento ed evitare le relative complicanze potenziali.

Prostatectomia (chirurgia)
Il trattamento chirurgico consiste nella rimozione radicale della prostata e delle vescicole seminali. Viene effettuato nella fase precoce della malattia quando il tumore è ancora confinato alla prostata.

Nel tipo più comune di prostatectomia, la prostatectomia radicale retropubica, viene praticata una piccola incisione addominale e la prostata viene rimossa dalla sua collocazione dietro l'osso pubico. Dopo la rimozione della prostata, il chirurgo sutura l’ uretra direttamente colla vescica (anastomosi uretro-vescicale) in modo da ristabilire una normale minzione.

Poiché sono necessari alcuni giorni per la cicatrizzazione della anastomosi viene lasciato un catetere vescicale che consente il deflusso spontaneo dell’ urina all’ esterno. Il catetere rimane solitamente per circa 10 giorni.

La prostatectomia radicale perineale è un altro tipo di intervento chirurgico, attualmente effettuato meno frequentemente. Durante questa procedura il chirurgo rimuove la prostata eseguendo un’ incisione sul perineo, lo spazio compreso fra lo scroto ed l’ ano.

Tecniche chirurgiche

In una prostatectomia “nerve-sparing”, il chirurgo taglia la prostata a livello dei suoi margini laterali in modo da risparmiare i nervi erigendi che decorrono accanto alla prostata. Nei casi in cui il cancro si estende oltre la prostata i nervi non possono essere risparmiati.

La chirurgia laparoscopica prevede l’ esecuzione di incisioni addominali molto piccole attraverso le quali il chirurgo inserisce gli strumenti ed una telecamera: in questo modo l’ intervento viene eseguito senza aprire l'intero addome.
A prescindere dal tipo di tecnica utilizzata alla prostatectomia possono fare seguito le seguenti complicanze:

  •
Disfunzione erettile
  • Incontinenza urinaria
  • Stenosi dell’ anastomosi uretro-vescicale con conseguente difficoltà ad urinare
  • Emorragia intraoperatoria

Importanza dell’ abilità chirurgica

La prostatectomia, come molte procedure chirurgiche, è un intervento molto difficile e la differenza fra un buon chirurgo e un grande chirurgo può influenzare i risultati. Pertanto la scelta del chirurgo e di strutture ospedaliere altamente specializzate risulta fondamentale.


Radioterapia

La radioterapia consiste nell' “uccisione” delle cellule tumorali e dei tessuti circostanti tramite esposizione radioattiva diretta.

L'uso della radioterapia come trattamento iniziale per il cancro della prostata è descritto di seguito. Alcuni tipi di radioterapia possono anche essere utilizzati in caso di tumori avanzati o recidivi.

Radioterapia esterna conformazionale

Il tipo più comune di radioterapia è la radioterapia esterna. La TAC e la RMN vengono utilizzate per individuare la posizione della ghiandola così da indirizzare i raggi X in quella zona. Con la radioterapia conformazionale tridimensionale, un programma automatizzato traccia la posizione esatta della prostata in modo da poter raggiungere una dose elevata di radiazioni all'interno della ghiandola.

La radioterapia ad intensità modulata (IMRT) permette di modulare l'intensità dei fasci di radiazione diminuendo le dosi alle zone della prostata adiacenti alla vescica ed al tessuto rettale.

Poiché la programmazione del trattamento con questi tipi di radioterapie è molto più precisa risultano meno probabili i danni derivanti dall’ irradiazione degli organi circostanti normali .

A prescindere dalla forma di radioterapia esterna, solitamente vengono eseguiti circa 30 sedute dilazionate nel tempo in modo da diluire la dose di radiazione.

Brachitherapia

Tramite la brachiterapia dei piccoli aghi metallici contenenti iodio o palladio radioattivo vengono introdotti nella prostata attraverso il perineo. Come nella radioterapia conformazionale tridimensionale esistono programmi accurati e precisi che vengono utilizzati per accertarsi che i semi vengano disposti nelle posizioni adeguate.

Nell’ arco di molti mesi i semi emanano delle radiazioni nella zona immediatamente circostante causando la morte delle cellule tumorali. Dopo un anno il materiale radioattivo si degrada ed i semi che rimangono diventano inoffensivi.

Paragonata alla radioterapia esterna,la brachiterapia è meno comunemente usata, ma sta guadagnando terreno velocemente, soprattutto perché viene eseguita in una singola seduta di trattamento.

A prescindere dal tipo, la radioterapia può avere le seguenti complicanze ed effetti collaterali:

  • Disfunzione erettile
  • Incontinenza urinaria
  • Infiammazione persistente della vescica (cistite)
  • Infiammazione persistente del retto (proctite)
  • Difficoltà ad urinare (disuria)

Importanza della pianificazione della dose

Come l'abilità chirurgica svolge un ruolo importante per la prostatectomia, così l'abilità tecnica e la destrezza manuale sono altresì necessari per il buon esito della radioterapia. L'uso di software specifici e di computer agevola notevolmente tale compito, ma, alla fine, l'abilità e l'esperienza del radioterapista fanno la differenza.

Pertanto è opportuno scegliere un radioterapista esperto e una struttura adeguata.


Chirurgia o Radioterapia?

Entrambe le opzioni di trattamento sono ampiamente utilizzate in tutto il mondo per la terapia del cancro della prostata. I risultati sono soddisfacenti per entrambe le metodiche specie per gli stadi precoci, mentre la chirurgia si è dimostrata superiore per le forme più avanzate di malattia. Le complicanze, come già detto, sono strettamente dipendenti dalla struttura in cui vengono eseguite e dall’ esperienza del centro. Nonostante una simile efficacia la radioterapia risulta psicologicamente più difficile da accettare per il paziente dal momento che la ghiandola prostatica non viene asportata e pertanto non può essere dettagliatamente esaminata per rilevare il grado e lo stadio del tumore. Inoltre, mentre la radioterapia può essere praticata a scopo adiuvante (per rinforzarne gli effetti) dopo la rimozione chirurgica, eseguire una prostatectomia dopo una irradiazione risulta essere un atto chirurgico estremamente complesso e gravato da un alto tasso di complicanze.


Terapia ormonale

Le cellule tumorali hanno bisogno di “combustibile” per svilupparsi e sopravvivere. Tale ”combustibile” è costituito dal testosterone, il principale ormone maschile che rappresenta pertanto il bersaglio dell’ ormonotoreapia per il cancro della prostata.

L’ ormono-terapia, anche conosciuta come terapia di deprivazione androgenica agisce impedendo la produzione del testoterone e inibendo la sua azione sulle cellule prostatiche. Anche se la terapia ormonale svolge un ruolo importante nelle fasi avanzate della malattia, può essere utilizzata anche prima,durante, o dopo un trattamento locale per migliorarne gli effetti.

La maggior parte delle cellule tumorali risponde alla deprivazione del testosterone. Tuttavia alcune cellule si sviluppano indipendentemente dal testosterone e quindi non rispondono alla ormono-terapia. Inoltre col passare del tempo aumentano le probabilità che cellule inizialmente sensibili a tale terapia diventino insensibili: in tal caso la malattia viene definita “ormono-refrattaria”.

Pertanto l’ ormonoterapia non è una strategia perfetta nella lotta contro il cancro della prostata e non cura la malattia. Tuttavia rimane un punto importante in caso di malattia avanzata e si rende altresì necessaria in caso di progressione della malattia.
Sono qui di seguito descritti i tipi più comuni di terapia ormonale. Anche se ciascuna di queste opzioni terapeutiche è efficace nel controllare lo sviluppo del cancro della prostata,bisogna tenere presente che la perdita del testosterone causa effetti secondari significativi in quasi tutti gli uomini, di cui i principali sono i seguenti:

  • Perdita della libido (desiderio sessuale)
  • Vampate di calore
  • Sensazione di stanchezza
  • Ingrandimento delle mammelle (Ginecomastia)
  • Dolorabilità delle mammelle (Mastodinia)
  • Anemia (diminuzione del numero dei globuli rossi)
  • Diminuzione del calcio nelle ossa
  • Diminuzione della massa muscolare

Orchiectomia

Poiché circa il 90% del testosterone è prodotto nei testicoli, la rimozione di questi (orchiectomia chirurgica) è una soluzione efficace per impedire il rilascio del testosterone. Questo metodo è stato usato con successo dagli anni 40, ma, poiché è una soluzione chirurgica permanente ed irreversibile, la maggior parte dei pazienti optano per la terapia farmacologica.

Tuttavia ci sono pazienti che scelgono tuttora questa opzione. L’intervento è semplice , la convalescenza è rapida e non è necessaria nessuna ulteriore terapia. Questo rende l’ orchiectomia una scelta molto attraente per quelli che preferiscono una procedura a basso costo in unica soluzione.

Agonisti LHRH
L’ LHRH è uno degli ormoni chiave che regolano la produzione del testoterone. (LHRH a volte è anche denominato GnRH.) Il blocco del rilascio dell’ LHRH con farmaci denominati analoghi o agonisti LHRH è una delle terapie ormonali più comuni usate negli uomini con il cancro della prostata.

I farmaci appartenenti a questa categoria comprendono la
leuprolide (Eligard, Enantone), il goserelin (Zoladex), il buserelin (Suprefact)e la triptorelina (Gonapeptyl, Decapeptyl). Vengono somministrati in singola dose una volta al mese o una volta ogni tre mesi .

Antiandrogeni
Uno degli effetti collaterali più importanti degli analoghi LHRH è il cosiddetto “flare up”, ossia un aumento transitorio iniziale del testosterone. Questo può provocare un peggioramento dei sintomi come il dolore osseo o l’ aumento della frequenza e della difficoltà ad urinare.
Antiandrogeni quali bicalutamide (Casodex), flutamide (Eulexin) e ciproterone acetato (Androcur) contribuiscono a bloccare l'azione del testosterone sulle cellule tumorali della prostata. Pertanto sono spesso aggiunte all' analogo LHRH per almeno le prime 4 settimane della terapia impedendo la reazione di “flare up” .

Anche se gli effetti secondari degli antiandrogeni sulla vita sessuale sono più blandi di quelli provocati dagli analoghi LHRH, questi sono meno efficaci dell’ orchiectomia e degli stessi analoghi LHRH e pertanto non costituiscono la scelta ottimale per i pazienti in stadio di malattia avanzato.

Chemioterapia

Il termine “chemioterapia” si riferisce a qualunque tipo di terapia che usa prodotti chimici per uccidere o arrestare lo sviluppo delle cellule tumorali. I farmaci hanno svariati meccanismi di azione ma sono tutti basati sullo stesso semplice principio: impedire la divisione cellulare e lo sviluppo e la diffusione del tumore.

Fino a poco tempo fa, la chemioterapia è stata usata soltanto per alleviare i sintomi legati alla malattia avanzata o metastatica. Dopo la pubblicazione di due studi nel 2004 che dimostravano come l'uso del
docetaxel (Taxotere) è in grado di prolungare la sopravvivenza dei tumori non rispondenti alla terapia ormonale, sempre più medici oggi riconoscono i benefici potenziali della chemioterapia per i pazienti in stadio avanzato.

Sono tuttora in esecuzione svariate sperimentazioni che studiano le varie combinazioni di farmaci chemioterapici di vecchia e nuova generazione. Alcune cercano di trovare regimi di chemioterapia più tollerabili e più efficaci del docetaxel nei pazienti in fase di malattia metastatica, altre, invece, ricercano regimi di chemioterapia in grado di ritardare il diffondersi delle metastasi, ed altre ancora sono volte a migliorare i risultati del docetaxel aggiungendo ad esso altri agenti e verificandone la combinazione.

L’ obiettivo di tutti i ricercatori è migliorare i benefici e minimizzare gli effetti secondari. La chemioterapia tuttavia richiede all’ organismo un notevole sacrificio.


Altre opzioni di trattamento

La chirurgia e la radioterapia rimangono il trattamento standard per il cancro localizzato della prostata. Tuttavia esistono altre opzioni di trattamento meno popolari altrettanto efficaci. Col passare del tempo i benefici di queste opzioni di trattamento vengono studiati ed è pertanto possibile che nel futuro avranno un più vasto impiego. Per ora rimangono trattamenti alternativi e sperimentali.

Crioterapia
La Crioterapia, anche conosciuta come criochirurgia o crioablazione, esiste già da diverso tempo, ma fino ad alcuni anni fa era usata raramente. Con questo metodo, delle sonde sono inserite nella prostata tramite il perineo (lo spazio compreso fra lo scroto e l’ ano) e gas di argon o azoto liquido vengono introdotti nella prostata causando la morte per congelamento delle cellule tumorali.

Nel corso degli anni, un certo numero di modifiche sono state apportate per evitare il danno da congelamento delle strutture vicine, ma sia i tassi di disfunzione erectile che che quelli di incontinenza urinaria rimangono alti ed i dati sui risultati a lungo termine sono limitati.

HIFU
L’ HIFU (ultrasuoni focalizzati ad alta intensità) funzionano esattamente in maniera opposta rispetto alla crioterapia: tramite l’ HIFU, le cellule della prostata muoiono per il riscaldamento. Una sonda che genera gli ultrasuoni è inserita nel retto, e di qui le onde raggiungono la prostata. Questa tecnica ha conseguito una buona percentuale di successi.

Gestione del dolore e delle metastasi ossee


Le cellule tumorali che diffondono alle ossa sono dette metastatiche. Una volta che crescono nelle ossa interferiscono col normale funzionamento dello scheletro causando dolore,fratture patologiche a altre gravi complicanze. La diagnosi precoce delle metastasi osse può migliorarne la terapia e la gestione delle complicanze.

Inoltre, poichè le metastasi osse sono spesso molto dolorose, la gestione del dolore resta uno dei capisaldi della palliazione e del miglioramente della qualità della vita del paziente oncologico.