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Cosa
sono i reni
Carcinoma a cellule renali (CCR)
Descrizione
Incidenza e prevalenza
Fattori di rischio
Segni e sintomi
Diagnosi
Stadiazione
Terapia
Carcinoma a cellule di
transizione
Altri tipi di tumore del rene
Cosa
sono i reni (torna su)
I reni sono due organi
pari, posti simmetricamente nella parte posteriore dell'addome, a livello
lombare. Hanno la forma di due fagioli e contengono formazioni tubulari
che hanno il compito di filtrare il sangue per eliminarne le sostanze
tossiche e i rifiuti prodotti dall'organismo, in modo tale da espellerli
con le urine, che sono il prodotto finale della filtrazione renale. I
reni sono una parte essenziale del sistema urinario. Ogni rene si compone
di circa un milione di “glomeruli di filtrazione”. I glomeruli
rimuovono i residui uremici dal sangue. Ogni glomerulo si collega ad un
condotto lungo e sottile, denominato tubulo. L'urina prodotta dal glomerulo
passa nel tubulo. Insieme, il glomerulo e il tubulo formano un'unità
denominata nefrone. Ogni nefrone si collega a rami tubulari progressivamente
più grandi, fino a al raggiungimento di una zona di raccolta più
ampia denominata calice. I calici sboccano nella parte superiore dell’
uretere,denominata pelvi renale o bacinetto. L'urina si muove dal bacinetto
renale verso gli ureteri, i condotti che collegano il rene alla vescica.
I reni producono tre ormoni importanti:l’ eritropoietina, che innesca
la produzione dei globuli rossi nelle ossa, la renina, che regola la pressione
sanguigna e la vitamina D, che contribuisce a regolare il metabolismo
corporeo del calcio necessario per le ossa.

Visione schematica della anatomia renale
e degli organi circostanti
Carcinoma
a cellule renali (CCR)
Descrizione (torna
su)
Numerosi tipi di tumori possono svilupparsi
nei reni. Di questi, il carcinoma a cellule renali (CCR) ne è la
forma più comune rappresentando circa l’ 85%. Nel CCR le
cellule maligne si sviluppano a partire dal rivestimento dei tubuli renali
e proliferano in maniera incontrollata in modo da formare una massa tumorale.
Anche se è possibile la formazione simultanea di più tumori
nell’ ambito di uno o entrambi i reni, nella maggior parte dei casi
si sviluppa un singolo tumore.
La diagnosi precoce del tumore del rene è molto importante. Come
per la maggior parte dei tumori, più presto il tumore viene scoperto,
migliore la probabilità di sopravvivenza per il paziente. I tumori
scoperti in una fase iniziale reagiscono bene al trattamento nella maggior
parte dei casi. I tassi di sopravvivenza in tali casi sono i più
alti. I tumori di grande dimensione o in cui vi è stata la diffusione
(metastasi) attraverso la circolazione sanguigna o il sistema linfatico
ad altre parti del corpo sono più difficili da trattare e presentano
un rischio aumentato di mortalità.
Incidenza
e prevalenza (torna su)
Secondo l'Organizzazione
Mondiale della Sanità la più alta incidenza di tumore renale
si presenta negli Stati Uniti, nel Canada, in Europa del Nord, in Australia
ed in Nuova Zelanda. L'incidenza più bassa è registrata
in Tailandia, in Cina e nelle Filippine.
In Italia, il carcinoma del rene rappresenta circa il 3% di tutti i tumori
dell'adulto. Il tumore del rene si presenta più spesso negli individui
di età compresa tra i 50 e i 70 anni ed affligge la popolazione
maschile con una incidenza quasi due volte maggiore che quella femminile.
I fumatori hanno un rischio di sviluppare questa malattia due volte maggiore
rispetto ai non fumatori. Non fumare è il metodo più efficace
per prevenire il tumore del rene e si stima che l'eliminazione del fumo
è in grado di ridurre il tasso di tumore del bacinetto renale della
metà ed il tasso di tumore renale di un terzo.
Fattori
di rischio (torna su)
Ci sono parecchi fattori di rischio connessi con il carcinoma renale:
Fumo
Ci sono prove ben fondate che il fumo di sigaretta, pipa e sigaro raddoppi
il rischio di sviluppare un CCR. I ricercatori valutano che il 25% - 30%
di tutti i tumori renali sono direttamente attribuibili al fumo.
Abuso di analgesici
I farmaci che contengono fenacetina, una volta comunemente usati contro
il dolore, sono stati posti in correlazione all’ insorgenza del
CCR, specie quando assunti in maniera smodata. Questi farmaci sono stati
ritirati dal commercio più di 20 anni fa,ma soggetti anziani che
ne hanno fatto uso possono essere a rischio di CCR.
Esposizione chimica
Alcuni studi hanno indicato che l'esposizione a determinate sostanze aumenta
il rischio di CCR. L'amianto, una volta comunemente usato come materiale
isolante e il cadmio, precedentemente un ingrediente in determinati inchiostri
colorati e vernici, è stato collegato all’ insorgenza del
tumore del rene. Individui che possono entrare in contatto con queste
sostanze, quali operai dei cantieri navali ed edili, gli imbianchini ed
i tipografi possono avere un rischio aumentato di CCR.
Fattori ereditari
Le persone con una storia familiare di carcinoma renale presentano un
rischio aumentato. Si sospetta che mutazioni genetiche ereditarie possano
esserne la causa. Anche il fumo contiene dei prodotti chimici che possono
danneggiare i geni delle cellule renali.
Altre mutazioni genetiche possono causare due forme rare di neoplasie
del rene. La sindrome del Von Hippel-Lindau è una malattia che
causa tumori multipli del cervello, del midolo spinale, degli occhi, delle
ghiandole surrenali, del pancreas, dell'orecchio interno, dei testicoli
e dei reni. La sclerosi tuberosa è una malattia caratterizzata
da lesioni sulla pelle e nel sistema nervoso centrale e da sviluppo di
tumori multipli.
Altri fattori di rischio
• Età: il CCR si presenta il più delle
volte in adulti tra i 50 e i 70 anni.
• Dieta e peso: la dieta ad alto contenuto di grassi
animali e l'obesità possono aumentare il rischio di CCR.
• Dialisi prolungata: i pazienti dializzati di lungo
corso possono sviluppare cisti nei reni, un fattore di rischio
per CCR.
• Estrogeni: gli animali di laboratorio sviluppano CCR
quando vengono loro somministrati estrogeni.
• Genere: gli uomini hanno una probabilità due
volte maggiore rispetto alle donne di sviluppare un CCR.
Segni e
sintomi (torna su)
I sintomi principali del CCR includono i seguenti:
• Massa addominale
• Sangue
nell'urina (ematuria)
• Febbre
• Ipertensione
• Dolore al fianco
• Affaticamento persistente
• Perdita di peso veloce e non spiegabile
• Rigonfiamento (edema) dei piedi e delle caviglie
Diagnosi
(torna su)
Se il medico sospetta un CCR vengono
effettuati una serie di esami, di accertamenti e analisi di laboratorio
per confermare la diagnosi. Viene eseguito un esame fisico completo per
valutare lo stato di salute generale del paziente e viene raccolta un
anamnesi per ottenere informazioni sui sintomi e su eventuali fattori
di rischio per CCR.
Diagnostica per immagine
Vengono effettuati uno o più accertamenti per ottenere immagini
dei reni e per individuare eventuali anomalie. Alcuni di questi richiedono
l'iniezione di un mezzo di contrasto nella circolazione sanguigna del
paziente.
Tomografia computerizzata (TAC)
La TAC è un tipo di radiografia che produce una serie di immagini
a sezione trasversale e tridimensionale degli organi interni. Può
rilevare i tumori e, in alcuni casi, dei linfonodi ingranditi.
Scansione TAC di un tumore del rene destro
Risonanza magnetica nucleare
(RMN)
La RMN proietta onde magnetiche attraverso il corpo per generare delle
immagini degli organi interni scandite in varie sezioni.
Ecografia
L' ecografia impiega onde sonore proiettate nel corpo per produrre immagini
degli organi e delle strutture interne. In questa procedura è applicato
un gel sulla cute del paziente e un piccolo dispositivo che emette impulsi
ultrasonici è passato lentamente sopra la zona. L'immagine prodotta
è osservata su un video.
Urografia
Una urografia è uno studio che consiste nell’ iniezione di
una tintura che contiene iodio nella circolazione sanguigna tramite una
vena del braccio. La tintura si raccoglie nel sistema urinario,migliora
il contrasto ai raggi X e produce un'immagine ben definita dei reni, degli
ureteri e della vescica. L’ urografia può rilevare tumori
o anomalie a carico del rene.
Esame radiografico del torace
Un esame radiografico del torace standard può essere usato per
rilevare un CCR che si è diffuso (metastatizzato) ai polmoni o
alle ossa toraciche.
Scintigrafia ossea
Questa procedura di medicina nucleare è eseguita per rilevare,
quando lo si sospetta,una diffusione (metastasi) del tumore alle ossa.
In una scintigrafia ossea una piccola quantità di materiale a basso
livello radioattivo è iniettata in una vena del braccio. Questo
materiale rileva metastasi da tumore e anche altre malattie non tumorali
delle ossa.
Esami di laboratorio
Uno o più esami di laboratorio sono effettuati per confermare la
presenza di un CCR:
Analisi delle urine
Più della metà dei pazienti con CCR hanno sangue nell'urina
(ematuria).
Questo sangue è spesso presente in piccole quantità tanto
da non potere essere visto a occhio nudo (ematuria microscopica). Per
rilevare l’ ematuria è necessaria l’ analisi delle
urine. Inoltre le cellule trovate occasionalmente nell'urina sono esaminate
ad un microscopio per rilevarne eventuali anomalie. Questa procedura è
denominata esame citologico delle urine.
Analisi del sangue
Un altro esame di laboratorio eseguito tipicamente nella diagnosi del
CCR è l'esame al microscopio e/o l'analisi chimica del sangue.
Le seguenti circostanze possono indicare la presenza di un cancro:
• Anemia (basso contenuto di globuli rossi causato da
una emorragia interna, sintomo comune di cancro)
• Policitemia (alto contenuto di globuli rossi a volte
causato da tumori del rene che determinano il rilascio
di eritropoietina , un ormone che aumenta la produzione di globuli rossi
nel midollo osseo)
• Ipercalcemia (livelli elevati di calcio nel sangue)
ed enzimi elevati del fegato
Stadiazione (torna
su)
Lo “stadio” di un
tumore è il migliore indicatore della prognosi.
I fattori della Stadiazione che influenzano la prognosi del paziente
sono:
• Diffusione ai tessuti che circondano il rene
• Diffusione agli organi contigui
• Diffusione ai linfonodi vicini
• Metastasi a distanza
Il sistema di stadiazione maggiormente utilizzato è il TNM che
consiste nella valutazione di tre elementi: Tumore, linfoNodo e Metastasi
Tumore primitivo (T):
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TX |
Il tumore primitivo non può essere valutato.
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T0 |
Nessuna prova di tumore. |
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T1 |
Tumore inferiore a 7 centimetri limitato al rene. |
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T2 |
Tumore superiore a 7 centimetri limitato al rene. |
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T3 |
Il tumore invade le vene importanti o invade la ghiandola surrenale
o il tessuto circostante, ma non va oltre la fascia del Gerota (il
tessuto fibroso che circonda il rene e che lo separa dalla muscolatura
adiacente). |
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T3a - Il tumore invade la ghiandola
surrenale o il tessuto circostante, ma non oltre la fascia del Gerota.
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T3b - Il tumore macroscopicamente
invade la vena o le vene renali (i vasi sanguigni principali che
trasportano il sangue dal rene) o la vena cava (la grande vena che
riporta il sangue di nuovo al cuore). |
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T4 |
Il tumore si estende oltre la fascia del Gerota. |
Linfonodi regionali (N):
| NX |
I linfonodi regionali non possono essere valutati.
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| N0 |
Nessuna metastasi ai linfonodi regionali. |
| N1 |
Metastasi in un singolo linfonodo regionale. |
| N2 |
Metastasi in più di un linfonodo regionale. |
Metastasi a distanza (M):
| MX |
La presenza di metastasi non può essere valutata.
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| M0 |
Nessun segno presente di metastasi. |
| M1 |
Presenza di metastasi. |

Cellule di tumore renale osservate
al microscopio ottico
Trattamento
(torna
su)
Una volta che è stata confermata la diagnosi di tumore del rene
ed è stato determinato lo stadio della malattia, il medico ed
il paziente decidono un programma di trattamento. I fattori da considerare
includono l'età del paziente, lo stato di salute generale e lo
stadio del tumore. Per esempio, un paziente sano, con funzionalità
renale complessiva conservata affetto da un tumore del rene in stadio
2 è un candidato migliore al trattamento radicale che non un
paziente con un rene solo affetto da un tumore di stadio 1 (meno aggressivo).
È importante che il medico informi in maniera esauriente il paziente
e che, successivamente, medico e paziente prendano insieme una decisione
dopo avere considerato tutte le opzioni, effetti secondari e risultati
possibili. Una prospettiva di guarigione può aiutare il paziente
a far fronte allo stress fisico della chirurgia e/o della terapia e
può migliorare le probabilità per il recupero.
Le opzioni di trattamento includono le seguenti:
• Chirurgia (rimuove il tumore)
• Chemioterapia (usa farmaci per distruggere le cellule
tumorali)
• Radioterapia (usa radiazioni ad alta energia per
distruggere le cellule tumorali)
• Terapia ormonale (usa ormoni per impedire lo sviluppo
delle cellule tumorali)
• Immunoterapia (usa prodotti sintetici del sistema
immunitario per distruggere le cellule tumorali)
Due o più forme di trattamento possono essere usate in associazione,
come ad esempio la chirurgia per rimuovere un tumore primitivo seguita
poi dal trattamento radiante o dalla chemioterapia per uccidere le cellule
di cancro che possono rimanere nel corpo.
Chirurgia
La chirurgia è il trattamento standard per il CCR. Ci sono parecchie
opzioni chirurgiche a seconda dello stadio della malattia e dello stato
di salute generale del paziente.
Prima della chirurgia, la maggior parte dei pazienti esegue un elettrocardiogramma
(ECG), un esame radiografico del torace ed esami del sangue. Vengono
svolti studi radiologici (ad esempio una TAC, un urografia e/o una RMN)
per determinare la posizione esatta dei reni e per rilevarne eventuali
variazioni anatomiche (per esempio un uretere doppio, reni a ferro di
cavallo etc.).
Quando il tumore è piccolo (inferiore ai 4 cm) e/o limitato al
polo inferiore o superiore del rene, può essere effettuata una
nefrectomia parziale
(rimozione di una parte di rene). Questa procedura può essere
eseguita anche per trattare i pazienti con CCR in entrambi i reni ed
i pazienti che hanno soltanto un rene funzionante.
La nefrectomia radicale
è il trattamento più comune per il CCR. Questa procedura,
che è effettuata sotto anestesia generale consiste nella rimozione
dell’ intero rene e della ghiandola surrenale. Può anche
includere la rimozione del tessuto circostante e dei linfonodi vicini
(linfadenectomia regionale),a seconda quanto il cancro si è diffuso.

Sezione di un tumore del rene asportato
chirurgicamente
La nefrectomia radicale
può essere effettuata attraverso una incisione addominale (nefrectomia
radicale addominale), una incisione
sul fianco (nefrectomia radicale lombotomica)
o attraverso 4 o 5 incisioni più piccole (nefrectomia
radicale laparoscopica). Nella
nefrectomia radicale laparoscopica
uno strumento che consiste di una luce e di una telecamera collegata
a un monitor che produce immagini ingrandite (denominato laparoscopio)
è utilizzato per permettere al chirurgo di vedere all'interno
dell'addome. Strumenti molto piccoli sono introdotti attraverso le incisioni
e sono utilizzati per isolare il rene dalle strutture circostanti (per
esempio ureteri e vasi sanguigni). Il chirurgo alla fine della procedura
ingrandisce una delle incisioni e rimuove il rene. La nefrectomia radicale
laparoscopica richiede un tempo operatorio più lungo rispetto
a quella aperta ed è eseguibile solo per tumori renali di dimensioni
contenute.
Generalmente, il rischio di complicanze e la perdita di sangue sono
simili in entrambe le procedure. I pazienti che vengono sottoposti a
nefrectomia laparoscopica solitamente richiedono un minor consumo di
farmaci contro il dolore,vengono dimessi dall'ospedale più presto
e possono riprendere più presto le loro normali attività.
Le complicanze della nefrectomia includono le seguenti:
• Danno agli organi circostanti (intestino,milza e
pancreas) ed ai vasi sanguigni (per esempio aorta e vena
cava)
• Emorragia durante o dopo la chirurgia
• Laparocele (Sfiancamento della parete addominale)
• Infezione
• Pneumotorace (aria nella cassa toracica)
L’ embolizzazione arteriosa
può essere usata in pazienti che non possono essere sottoposti
a intervento chirurgico (per esempio pazienti con gravi malattie del
cuore). In questa procedura un catetere è introdotto in un arteria
della regione inguinale e viene portato a livello della arteria renale
(che fornisce il sangue al rene neoplastico). Una piccola quantità
di una speciale sostanza (per esempio una spugna di gelatina) viene
inserita nel catetere per impedire l’ afflusso di sangue, distruggendo
il tumore e l'organo. Se il paziente è in grado affrontare l’
intervento successivamente, il rene viene rimosso in un secondo momento.
Prognosi postoperatoria
Il tumore renale è il secondo tipo di tumore che più frequentemente
va incontro a regressione spontanea dopo la rimozione della lesione
primitiva: ciò si verifica in circa la metà dei casi.
In caso di metastasi la prognosi dipende dal limite della diffusione
e dall'intervallo fra la rimozione del rene e la comparsa della metastasi.
In generale, il tasso di sopravvivenza generale a cinque anni per il
CCR è di circa il 40-45%.
Terapia del tumore recidivo
I pazienti che vengono sottoposti a intervento per tumore del rene possono
andare incontro ad una recidiva (ripetersi della malattia). Per questo
motivo, la maggior parte dei pazienti effettua un regime di esami di
controllo dopo la chirurgia, tipicamente a intervalli di tre mesi per
il primo anno. Questi esami includono un esame fisico completo, un esame
radiografico del torace, analisi del sangue con valutazioni della funzionalità
epatica e renale .
Se la malattia si ripresenta ma rimane limitata un intervento chirurgico
supplementare può essere suggerito. La radioterapia, la terapia
biologica (immunoterapia) o la chemioterapia possono essere usate dopo
la chirurgia per rinforzarne gli effetti (trattamento adiuvante) o per
alleviare i sintomi (trattamento palliativo).
Chemioterapia
La chemioterapia usa agenti chimici per distruggere le cellule di cancro.
Purtroppo il CCR risulta essere particolarmente resistente alla chemioterapia.
Tuttavia la ricerca scientifica continua a sviluppare farmaci più
efficaci per trattare il CCR.
Radioterapia
La radioterapia usa raggi X ad alta energia per rimpicciolire i tumori
e distruggere le cellule di cancro. La radioterapia può essere
usata come trattamento di rinforzo (adiuvante) per distruggere le cellule
di cancro che rimangono nel corpo dopo una nefrectomia radicale o parziale.
Può anche essere usata come terapia palliativa per diminuire
il dolore o l’ emorragia nei pazienti con CCR metastatico o diffuso.
In tali casi non ci si prefigge la cura ma l'obiettivo è semplicemente
alleviare il disagio del paziente morente (effetto palliativo).
La radioterapia da sola ha un tasso relativamente basso di successo
nel trattamento del CCR e spesso produce effetti secondari sgradevoli
che non ne giustificano l’impiego:
• Diarrea
• Affaticamento
• Emicranie e problemi cerebrali (quando usata per
tumori metastatici al cervello)
• Problemi respiratori (quando usata per tumori diffusi
ai polmoni o alle ossa del torace)
• Nausea
• Irritazioni cutanee
Ormonoterapia
Agenti quali estrogeni ,progesterone e tamoxifene sono stati usati con
differenti percentuali di successo. C’ è poca evidenza,
tuttavia, che l’ ormonoterapia, primitiva o adiuvante, sia efficace
nel trattamento del CCR. Alcuni studi recenti mostrano tassi di successo
del 5 - 10%. Questo tipo di terapia rimane oggetto di studio.
Immunoterapia
Durante gli ultimi 10 anni c è stato molto interesse per l’
uso di agenti biologici, soprattutto interleuchina ed interferone, per
amplificare, ristabilire o indurre la risposta immunitaria del paziente
a combattere il CCR allo stesso modo di un'infezione. Ci sono evidenze
che suggeriscono che questi agenti trattano efficacemente questa malattia
e possono produrre occasionalmente delle remissioni complete. Sia le
interleuchine che l'interferone sono approvati dalla FDA per il trattamento
del CCR metastatico.
Circa il 6 - 7% dei tumori del rene
non originano dal rene in se, ma dal bacinetto renale, il punto in cui
il rene si unisce al condotto che trasporta l'urina alla vescica (l’
uretere). Questo tumore è denominato carcinoma a cellule di transizione
ed è differente dal CCR. Molti studi indicano che questo tumore
è causato dal tabagismo.
I sintomi del carcinoma a cellule di transizione sono simili a quelli
del CCR ed includono l’ ematuria e il dolore al fianco.
Se diagnosticato presto, questo tumore ha un tasso di guarigione fino
al 90%. Il trattamento prevede la rimozione chirurgica del rene e dell’uretere.
A seconda dello stadio del tumore, la chemio- e la radioterapia possono
essere usate come trattamenti adiuvanti.
La prognosi peggiora notevolmente quando il cancro invade la parete
del uretere o penetra nel rene. Sono molto importanti i controllo successivi
all’ intervento poichè il carcinoma a cellule transizionali
tende a recidivare, specie in vescica. (Consulta anche la sezione Tumore
della via escretrice).
Altri
tipi di tumore del rene (torna
su)
Sarcoma renale
Il sarcoma renale è una malattia rara dei tessuti connettivi
del rene che rappresenta meno dell’ 1% di tutti i tumori renali.
I relativi sintomi sono simili a quelli del CCR: ematuria, dolore al
fianco o massa addominale. Nella maggior parte dei casi è impossibile
differenziare il sarcoma renale dal CCR senza ricorrere all’ esame
istologico, lo studio del tumore al microscopio.
Tali tumori si sviluppano e si diffondono agli organi, alle ossa ed
ai linfonodi adiacenti se non trattati. L'unica forma di trattamento
potenzialmente curativa è la nefrectomia ,radicale o parziale,
a volte seguita da radio o chemioterapia.
Tumori benigni del rene
I tumori benigni hanno un comportamento favorevole . La maggior parte
sono asintomatici, sono scoperti incidentalmente e non hanno una cattiva
prognosi:
Adenoma renale
Gli adenomi renali sono la forma più comune di tumore benigno
del rene e sono in genere piccoli. La loro causa è sconosciuta.
Poiché sono solitamente asintomatici la loro incidenza è
sconosciuta, anche se in uno studio sono stati trovati nel 7% - 22%
dei cadaveri analizzati. In casi rari, quando si sviluppano tanto da
interessare la funzione del rene o i vasi adiacenti, i sintomi sono
simili a quelli del CCR.
Oncocitoma renale
L’ Oncocitoma è un tumore benigno e solitamente asintomatico
che può raggiungere dimensioni ragguardevoli. Possono svilupparsi
anche in altri organi oltre che ai reni. La loro causa è sconosciuta
e compaiono con frequenza maggiore negli uomini che nelle donne. Tipicamente,
sono scoperti incidentalmente all’ ecografia, all' urografia,
alla TAC o alla RMN eseguiti per altri motivi.
Al microscopio molti oncocitomi assomigliano alla fase precoce del CCR.
Molti medici ne consigliano la rimozione chirurgica a meno che l'età
del paziente o lo stato generale di salute non lo consentano.
Angiomiolipoma
Anche conosciuto come amartoma renale, gli angiomiolipomi sono tumori
benigni rari causati solitamente da una mutazione genetica ereditaria.
Possono presentarsi su base isolata, ma più spesso sono associati
ad una malattia genetica rara denominata sclerosi tuberosa, che può
causare tumori della pelle, dei reni,del cervello e di altri organi.
Circa l’80% delle persone a cui si diagnostica una sclerosi tuberosa
hanno un angiomiolipoma.
In pazienti non affetti da sclerosi tuberosa, questi tumori si presentano
più spesso in donne di mezza età. La maggior parte dei
casi sono scoperti quando il paziente effettua una TAC per un problema
addominale indipendente o per un'emorragia improvvisa.
Il suo trattamento dipende dalla grandezza e dalla severità dei
sintomi che produce. I pazienti asintomatici e quelli con piccoli tumori
solitamente non sono curati, invece, sono osservati periodicamente con
indicazione alla chirurgia se i tumori si sviluppano o producono sintomi.
A causa del pericolo potenziale di rottura spontanea e di emorragia
, i pazienti con grandi tumori solitamente sono considerati candidati
al trattamento chirurgico.
Fibroma
I fibromi sono tumori del tessuto fibroso presente sia all’ interno
che all’ esterno del rene. Sono rari e sono più comuni
nelle donne. La loro causa è sconosciuta e la maggior parte non
causa sintomi. Solitamente si sviluppano alla periferia del rene e possono
diventare grandi prima di diventare clinicamente evidenti. Anche se
generalmente benigni, questi tumori non hanno caratteristiche peculiari
per differenziarli dai tumori maligni. A causa di questa incertezza
alla diagnosi, la nefrectomia parziale o radicale è il trattamento
standard.
Lipoma
I lipomi sono tumori renali rari che provengono dalle cellule grasse
all'interno della capsula renale o del tessuto circostante. Si presentano
tipicamente in donne di mezza età, possono divenire molto grandi
e produrre dolore ed ematuria. Come molti tumori benigni, possono diventare
maligni e solitamente sono trattati colla nefrectomia.
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