CALCOLI RENALI E CALCOLOSI

Descrizione
Formazione dei calcoli
Tipi
Incidenza e prevalenza
Cause e fattori di rischio
Segni e sintomi calcoli renali
Diagnosi
Cure naturali nella calcolosi renale
Trattamento
Prevenzione

Descrizione (torna su)

I calcoli sono aggregati solidi che si possono formare in qualunque tratto dell’ apparato urinario. Originano come particelle microscopiche ma col tempo si accrescono fino a divenire simili a delle pietre. Il termine medico che descrive questa patologia è nefrolitiasi, che in greco significa appunto pietre nel rene.
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I reni filtrano il sangue e scaricano le sostanze di scarto nell’urina. Quando tali sostanze non si sciolgono completamente nell’urina si formano i “cristalli”, i nuclei iniziali microscopici da cui poi si sviluppano i calcoli renali.

Quasi sempre i calcoli renali si formano nei reni dove possono rimanere senza dare sintomi ed allora non richiedono nessun trattamento. I calcoli possono migrare dal rene al condotto che trasporta l’urina dal rene alla vescica (uretere): tale passaggio è all’origine della “colica renale” un dolore severo che parte dal fianco e si irradia alla schiena o all’inguine.

Un calcolo può anche ostruire il flusso di urina, causando un aumento di pressione che si ripercuote sul rene affetto determinando una dilatazione chiamata “idronefrosi”. L’aumento di pressione provoca stiramento e successiva contrazione dell’uretere, che è alla base del meccanismo del dolore severo.

Formazione dei calcoli renali (torna su)

I calcoli renali si formano quando c’è un alto livello urinario di calcio (ipercalciuria), di ossalato (iperossaluria) o di acido urico (iperuricosuria) associato ad una mancanza di citrato e ad una quantità di acqua nei reni insufficiente per diluire le sostanze disciolte nell’ urina. I reni devono produrre una quantità sufficiente di acqua per poter rimuovere dal sangue le sostanze di scarto. Se si instaura una situazione di disidratazione, livelli elevati di sostanze non completamente disciolte, quali ad esempio calcio, ossalato e acido urico, possono formare dei cristalli che lentamente si accumulano nel rene fino a diventare veri e propri calcoli renali.

L’urina contiene normalmente delle sostanze che impediscono la formazione dei cristalli: il citrato, il magnesio e i pirofosfati. Bassi livelli di questi inibitori possono contribuire alla formazione dei calcoli renali. Di questi, il citrato è il più importante.

Tipi (torna su)

La composizione chimica dei calcoli renali dipende dallo squilibrio chimico nell’urina. I quattro tipi più comuni di calcoli contengono calcio, acido urico, struvite e cistina.

calcoli contenenti calcio costituiscono l’85% di tutti i calcoli renali. La causa più comune è l’aumento di calcio nell’urina (ipercalciuria). Normalmente il calcio in eccesso nel sangue è rimosso dai reni che lo espellono con l’urina. In situazioni di ipercalciuria, il calcio in eccesso si accumula nei reni e nell’urina e forma aggregati con altre sostanze formando calcoli. Anche bassi livelli di citrato, livelli elevati di ossalato e di acido urico ed un volume urinario inadeguato possono causare formazione di calcoli.

Calcolo renali
Calcolo renali: calcoli di ossalato di calcio

 

I calcoli di calcio sono formati da calcio legato chimicamente all’ossalato (ossalato di calcio) o al fosfato (fosfato di calcio). Di questi, l’ossalato di calcio è il più comune. I calcoli di fosfato di calcio si presentano tipicamente in pazienti con disordini metabolici o ormonali quali l’iperparatiroidismo e l’acidosi tubolare renale.

Un aumentato assorbimento intestinale di calcio (ipercalciuria da assorbimento), livelli eccessivi di ormone paratiroideo (iperparatiroidismo) e una eccessiva filtrazione di calcio da parte del rene (deficit del rene a riassorbire il calcio filtrato) possono causare l’ipercalciuria. Anche stati di inattività prolungata possono aumentare il calcio urinario.

L’acidosi tubulare renale è una malattia ereditaria in cui sono ridotti significativamente i livelli totali di acido e di citrato urinario, fattori che possono condurre alla formazione di calcoli, solitamente di fosfato di calcio.

Calcoli di acido urico: La digestione delle proteine produce l’acido urico, che viene espulso con l’urina. Se l’acido urico si trova in concentrazioni aumentate non può disciogliersi nell’urina e si aggrega formando calcoli. Anche fattori genetici incidono, dal momento che i calcoli di acido urico sono più comuni negli uomini. I calcoli di acido urico costituiscono circa il 10% dei calcoli renali.

calcoli di struvite, anche denominati calcoli infettivi, si sviluppano quando un’infezione dell’apparato urinario (per esempio una cistite) altera l’equilibrio chimico dell’urina. Per favorire la loro proliferazione, i batteri producono sostanze chimiche che neutralizzano l’acido nell’urina, meccanismo questo alla base della formazione dei calcoli di struvite.

I calcoli di struvite sono più comuni nelle donne perché più frequentemente sono soggette ad infezioni dell’apparato urinario. Tali calcoli solitamente formano strutture dentellate e possono raggiungere dimensioni ragguardevoli.

Calcoli di cistina: la cistina è un amminoacido (costituente delle proteine) che, se presente in quantità eccessiva, non si discioglie nell’urina. Esiste una rara malattia ereditaria in cui si accumulano alti livelli di cistina nell’urina. Questa patologia (denominata cistinuria) determina la formazione di calcoli di cistina, che sono difficili da curare e richiedono il trattamento a vita.

Incidenza e prevalenza (torna su)

Esistono alcuni fattori che aumentano l’incidenza della calcolosi come l’assunzione di acqua potabile “dura” ossia ad alto contenuto di minerali oppure una storia familiare di calcolosi (fratello o genitore affetto).

Secondo l’Istituto Nazionale della Sanità un individuo su 10 sviluppa calcoli renali durante il corso della propria vita e la calcolosi renale è il motivo di 7-10 ricoveri ospedalieri ogni 1000. La calcolosi renale è più frequente in pazienti di età compresa tra i 30 e i 45 anni, l’incidenza decresce dopo i 50.

Cause e fattori di rischio (torna su)

Parecchi fattori aumentano il rischio di sviluppare la calcolosi renale:

  • assunzione inadeguata di liquidi con successiva riduzione del flusso e del volume urinario
  • aumento dei livelli nell’ urina di alcune sostanze quali per esempio, calcio, ossalato ed acido urico
  • diminuzione dei livelli di citrato
  • alcune malattie particolari
  • ostruzione urinaria

I fattori di rischio chimici includono aumentati livelli urinari delle seguenti sostanze:

  • Calcio (ipercalciuria)
  • Cistina (cistinuria, causata da una malattia genetica)
  • Ossalato (iperossaluria)
  • Acido urico (iperuricosuria)
  • Sodio (ipernatremia)

Un basso livello di citrato (ipocitraturia) è un altro fattore di rischio.

Le seguenti patologie mediche sono altri fattori di rischio:

  • Rene a spugna midollare (Difetto congenito del rene che aumenta la perdita urinaria di calcio e favorisce la formazione di calcoli)
  • Iperparatiroidismo (Eccesso di ormone paratiroideo che causa ipercalciuria)
  • Gotta (Aumento di acido urico nel sangue)
  • Ipertensione
  • Diarrea cronica, stati di disidratazione e squilibri chimici
  • Acidosi tubolare renale (Malattia ereditaria in cui i reni non possono eliminare gli acidi)
  • Disordini intestinali che causano diarrea cronica, disidratazione e bassi livelli di citrato
  • (Morbo di Crohn)
  • Artrite
  • Infezioni dell’apparato urinario

La dieta gioca un ruolo molto importante nello sviluppo della calcolosi urinaria, particolarmente per i pazienti predisposti. Una dieta ad alto contenuto di sodio, grassi animali, carne e zuccheri e a basso introito di fibre, verdure e carboidrati non raffinati aumenta il rischio di calcolosi. La formazione ricorrente di calcoli può verificarsi nei pazienti che consumano grandi quantità di carne.

Dosi elevate di vitamina C possono provocare livelli elevati di ossalato nell’urina (iperossaluria) ed aumentare il rischio di calcolosi urinaria. L’ossalato è contenuto in alcune verdure (per esempio, fagioli, barbabietole, spinaci, zucca, pomodori verdi) nel cioccolato e nel tè. I soggetti predisposti alla calcolosi urinaria dovrebbero limitare il consumo di mirtilli, che contengono una quantità ragguardevole di ossalato.

Altre cause e predisposizioni sulle cause dei calcoli su calcolidelrene.it

Segni e sintomi calcoli renali (torna su)

Calcoli renali di piccole dimensioni possono rimanere nel rene o essere espulsi senza causare dolore (cosiddetta calcolosi “silente”). I calcoli renali che migrano nell’uretere provocano spasmo del sistema urinario e quindi dolore. Il dolore è indipendente dalle dimensioni del calcolo renale e spesso si irradia all’inguine.

Un piccolo calcolo renale (solitamente inferiore ai 4 millimetri di diametro) ha una probabilità del 90% di espulsione spontanea. Calcoli renali superiori agli 8 millimetri di diametro o più grandi richiedono l’intervento medico.

Altri sintomi della calcolosi includono i seguenti:

• Sangue nell’urina (ematuria)
• Aumentata frequenza urinaria
• Nausea e vomito
• Dolore durante la minzione (bruciore)
• Dolore alla regione del fianco e dell’addome
• Infezione dell’apparato urinario (febbre, freddo, perdita di appetito)

Diagnosi calcolosi urinaria (torna su)

La diagnosi della calcolosi urinaria include un’anamnesi, un esame fisico, degli esami di laboratorio e la diagnostica per immagini. All’anamnesi viene valutata la storia familiare di calcolosi e la presenza di eventuali fattori di rischio. L’esame fisico è difficile da eseguire se il paziente avverte un dolore severo. Un lieve colpo al fianco, eseguito volontariamente dal medico durante la visita, spesso peggiora il dolore. La febbre può indicare un’infezione dell’apparato urinario che richiede il trattamento antibiotico.

Le analisi di laboratorio includono l’analisi delle urine per rilevare la eventuale presenza di sangue (ematuria) o di batteri (batteriuria) nell’urina. Altre analisi valutano la presenza nel sangue di creatinina (per valutare la funzionalità renale) e degli elettroliti (per valutare lo stato di idratazione).

Diagnostica per immagini della calcolosi

Gli accertamenti di diagnostica per immagini includono l’ecografia, l’ urografia, la pielografia retrograda e la TAC.

L’ecografia utilizza onde sonore ad alta frequenza per creare immagini delle strutture interne del corpo. L’ecografia può rilevare una eventuale dilatazione dell’apparato urinario superiore causata da un calcolo alloggiato nell’uretere, ma non può valutare calcoli di piccole dimensioni, particolarmente se situati al di fuori del rene. È il metodo diagnostico migliore per le pazienti gravide.

Calcolosi renale
Immagine ecografia di calcolosi renale

 

L’ urografia è una speciale radiografia che si esegue dopo iniezione di un agente di contrasto (tintura) in vena. L’agente di contrasto attraversa le vene, è espulso dai reni e migliora notevolmente le immagini radiografiche dei reni e degli ureteri. Se un calcolo ostruisce un uretere, l’agente di contrasto si accumula nel rene affetto e viene espulso più lentamente.

La maggior parte dei calcoli (ad esempio calcoli di calcio) può essere individuata precisamente grazie a questa metodica. Esiste un basso rischio di reazione allergica dovuto all’agente di contrasto ma per eseguire una urografia la funzione generale del rene deve essere normale.

Calcolo Renale Calcolosi Urinaria
Urografia di un calcolo ostruente situato a livello dello sbocco dell’uretere sinistro in vescica

 

La cistoscopia con associata pielografia retrograda è una procedura in cui uno strumento endoscopico è introdotto nell’uretra per individuare lo sbocco degli ureteri in vescica. L’agente di contrasto è iniettato direttamente nell’uretere tramite un piccolo catetere e varie scansioni radiografiche vengono eseguite per individuare il calcolo.

Questa procedura elimina il rischio di reazione allergica all’agente di contrasto perché la tintura non raggiunge la circolazione sanguigna, ma può richiedere l’anestesia. Questa metodica è usata generalmente quando gli altri accertamenti di diagnostica per immagini sono inadeguati o infruttuosi.

La TAC utilizza un dispositivo d’esplorazione e un computer per generare immagini del sistema urinario. È effettuata rapidamente ma può avere difficoltà nel rilevare piccoli calcoli vicino alla vescica. La TAC può anche contribuire ad identificare patologie mediche che causano sintomi simili a quelli della calcolosi come ad esempio un appendicite o un ostruzione intestinale.

Cure naturali nella calcolosi renale (torna su)

Breaston® è un integratore alimentare composto da un estratto vegetale,il Phillantus Niruri, e da due elementi minerali, il Potassio ed il Magnesio. Tali principi svolgono insieme un’ azione sinergica.

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Nello specifico, il Phillantus Niruri è il principio attivo dell’erba spaccapietra, una pianta selvatica utilizzata da secoli da diverse civiltà per sciogliere i calcoli renali. Questa sostanza esplica le proprie benefiche azioni agendo tramite vari meccanismi: azione regolatoria sull’ apparato genito-urinario, rilassamento della muscolatura urinaria con conseguente facilitazione dell’ espulsione dei calcoli renali, aumento della diuresi ed accelerazione del processo di disgregazione dei calcoli renali. Tale principio ha inoltre dimostrato efficacia anche nella terapia delle cistiti e dei disturbi prostatici.

I Citrati di Potassio e di Magnesio sono elementi minerali in grado di inibire la cristallizzazione, la crescita e l’aggregazione dei calcoli renali. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che il Citrato di Potassio e di Magnesio induce la dissoluzione dei calcoli renali e ne previene la formazione. Pertanto tali principi vengono comunemente impiegati sia nella terapia che nella prevenzione dei calcoli renali. Il citrato urinario rappresenta una delle più importanti difese contro la formazione dei calcoli urinari.

Breaston® esplica due azioni sinergiche: aumenta , nei casi di carenza alimentare, i livelli urinari di citrato e di magnesio e corregge il pH urinario nei casi di iperacidità. Pertanto, grazie alla sua duplice azione, l’ assunzione di Breaston è efficace nella terapia e nella prevenzione di più tipi di calcoli: sia quelli contenenti calcio che quelli composti da acido urico. Breaston, grazie alla sua speciale composizione , è un potente “disgregatore” dei calcoli renali ed al tempo stesso un efficace reintegratore di sali minerali.

Breaston® è un prodotto esclusivo: attualmente è difficile reperire gli stessi componenti agli stessi dosaggi associati in un’ unica bustina.

Oltre che nella calcolosi renale Breaston®  è inoltre indicato nei casi di intenso stress fisico e di abbondante sudorazione nonché per la terapia dei crampi muscolari.

Il dosaggio consigliato di Breaston® è di1-2 bustine al giorno.

Altre risorse sulla prevenzione dei calcoli su calcolidelrene.it

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Trattamento calcoli renali (torna su)

Il trattamento dipende dalla dimensione e dal tipo di calcolo renale, dalla causa predisponente e dalla eventuale presenza di un’infezione urinaria. Calcoli inferiori ai 4 millimetri vengono espulsi spontaneamente nel 90% dei casi, calcoli di 5-7 millimetri nel 50% e quelli più grandi di 7 millimetri, invece, raramente vengono eliminati senza intervento. Ai pazienti viene raccomandato di evitare la vita sedentaria, perché l’attività fisica, e in particolar modo il camminare, può contribuire a far espellere un calcolo.

Se viene espulso, il calcolo viene raccolto e mandato ad esaminare. Viene solitamente pertanto raccomandato al paziente di filtrare la propria urina. È importante analizzare la composizione chimica dei calcoli per prevenire una successiva formazione recidiva. L’urina può essere filtrata con un semplice colino.

Sono generalmente consigliati per la prevenzione della calcolosi cambiamenti della dieta ed una maggiore assunzione di liquidi. Generalmente si consiglia di bere almeno 2 litri di acqua al giorno.

Il calcio assunto cogli alimenti non deve essere limitato severamente. La riduzione dell’introito di calcio spesso causa problemi con altri minerali (per esempio, ossalato) e può provocare un aumentato rischio di calcolosi.

Ipercalciuria
Diuretici della famiglia dei tiazidici vengono a volte prescritti sia per ridurre livelli elevati di calcio urinario (ipercalciuria) che per aumentare il volume urinario. Ai pazienti che non rispondono alla terapia coi tiazidici si possono consigliare limitazioni dietetiche di assunzione di calcio.

Iperuricosuria
Ai pazienti con livelli di acido urico elevati (Iperuricosuria) si raccomanda di bere 3 litri di acqua al giorno e di ridurre le proteine nella dieta. Inoltre possono essere prescritti citrato di potassio (una sostanza che rende le urine meno acide) o allopurinolo (farmaco che arresta la produzione di acido urico).

Iperossaluria
L’ iperossaluria è causata solitamente da un eccesso di ossalato dietetico (aumentato consumo di tè,cioccolato, coca cola e legumi). La prevenzione consiste nel diminuire l’assunzione di ossalati e aumentare l’assunzione di liquidi.

Ipocitraturia
L‘ ipocitraturia (basso livello di citrato urinario) richiede solitamente un supplemento nella dieta tramite integratori quale ad esempio il citrato di potassio. Ance agrumi e succhi di limone possono essere usati come supplementi.

Cistinuria
Il trattamento per livelli elevati di cistina nell’urina (cistinuria) include l’aumento nell’ assunzione di liquidi e l’ innalzamento del pH urinario (solitamente tramite assunzione di bicarbonato). La penicillammina e la tiopronina possono essere prescritti in questo caso.

Farmaci
Analgesici orali come ketorolac (Toradol®) e ketoprofene (Orudis®) vengono comunemente prescritti per alleviare il dolore della colica renale.

Procedure ambulatoriali

La litotrissia extracorporea (ESWL) viene praticata in regime ambulatoriale e pertanto non richiede il ricovero e il trattamento chirurgico. Viene adoperata per il trattamento sia dei calcoli renali che per quelli ureterali.

Si avvale di una macchina esterna che produce impulsi ad alta intensità (onde d’ urto). Utilizzando varie procedure di puntamento (radioscopia ed ecografia) le onde d’ urto vengono focalizzate direttamente sul calcolo per frantumarlo. Il calcolo viene ridotto in un materiale simile a sabbia e i granelli possono essere eliminati attraverso l’urina.

I calcoli renali di grandi dimensioni possono richiedere più sedute di trattamento di ESWL. Questa procedura non dovrebbe essere eseguita per calcoli di struvite, per calcoli superiori ai due centimetri e nelle donne incinte.

Calcolo renali - trattamento eswl
Apparecchio per ESWL per il trattamento dei calcolo renali

 

Procedure chirurgiche

Se un calcolo non viene espulso entro 30 giorni viene preso in considerazione un trattamento chirurgico. Gli urologi eseguono numerose procedure differenti per rompere e rimuovere i calcoli.

Ureteroscopia: questa procedura può essere usata per rimuovere e rompere calcoli situati nel terzo inferiore dell’uretere. Uno strumento provvisto di fibre ottiche (ureteroscopio) è introdotto nell’uretra, in vescica e di qui nell’uretere. Una volta individuato il calcolo l’urologo lo rimuove tramite un piccolo cestello infilato nell’ ureteroscopio o lo rompe con un laser o con un dispositivo simile. I frammenti vengono successivamente eliminati dal paziente. L’ureteroscopia è effettuata sotto anestesia generale o locale.

Calcoli renali rimozione
Ureteroscopio flessibile per la rimozione di calcoli renali

 

Nefrolitotomia percutanea (PCN) questa procedura chirurgica è effettuata sotto anestesia locale e sedazione endovenosa. La rimozione percutanea (ossia attraverso la pelle) dei calcoli (litotomia) è compiuta tramite un accesso direttamente al rene. Un ago e un “filo guida” sono usati per accedere al rene.

L’urologo introduce i vari strumenti per frammentare e rimuovere i calcoli utilizzando il filo guida. Nel trattamento dei calcoli renali di medie e grandi dimensioni questa procedura ottiene migliori risultati della litotrissia extracorporea, ma richiede il ricovero ospedaliero e la maggior parte dei pazienti riprende la normale attività in 2 settimane.

Sia l’ureteroscopia che la nefrolitotomia percutanea possono utilizzare vari macchinari per rompere i calcoli:

  • La Litotrissia ultrasonica si avvale di vibrazioni meccaniche ad alta frequenza (ultrasuoni) che vengono generate da una sonda elettronica che viene posta a contatto diretto col calcolo. I frammenti sono eliminati dal paziente o sono rimossi chirurgicamente.
  • La Litotrissia balistica utilizza una sonda che produce delle vibrazioni meccaniche per rompere i calcoli, sfruttando lo stesso principio del martello pneumatico. Viene introdotta tramite un ureteroscopio o un nefoscopio a contatto col calcolo e i frammenti possono essere eliminati dal paziente o essere estratti. Le sonde più moderne sono provviste di entrambi i dispositivi, ultrasonico e balistico.
  • La Litotrissia elettroidraulica (EHL) usa una sonda flessibile per rompere piccoli calcoli generando onde d’ urto tramite l’ elettricità. La sonda è posizionata vicino al calcolo attraverso un ureteroscopio flessibile. I frammenti possono essere eliminati dal paziente o essere estratti. L’ EHL richiede l’anestesia generale e può essere utilizzata per rompere calcoli in qualsiasi distretto del sistema urinario.
Calcolo renali ureteroscopia
Calcolo renali visti in corso di ureteroscopia

 

La chirurgia aperta richiede l’anestesia generale. Viene praticata un’incisione al fianco del paziente e il calcolo viene estratto attraverso un taglio dell’uretere o del rene. Per la maggior parte dei pazienti è necessaria l’ospedalizzazione prolungata e per il recupero completo sono necessarie parecchie settimane. Questa procedura attualmente è eseguita raramente.

Prevenzione calcolosi renale (torna su)

La prevenzione della calcolosi renale dipende dalla composizione chimica dei calcoli e dalla motivazione personale del paziente ad intraprendere un programma di lunga durata che prevede modifiche del proprio stile di vita.

La limonata è una buona fonte di citrato. Limitare la carne, il sale e gli alimenti ad alto contenuto di ossalato (per esempio i legumi e il cioccolato) sono alla base della prevenzione della calcolosi.

Altre risorse sulla prevenzione dei calcoli su calcolidelrene.it