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Descrizione
(torna su)
La prostata è una ghiandola a forma
di castagna posizionata sotto la vescica e davanti al retto. È
circondata da una capsula di tessuto fibroso denominata capsula prostatica.
L’ uretra (il condotto che trasporta l'urina e lo sperma all’
esterno) attraversa la prostata a livello del collo vescicale. Il tessuto
della prostata produce l'antigene specifico della prostata (PSA).
Anatomia
(torna su)
L’ iperplasia prostatica benigna
(IPB) è un ingrandimento della prostata dovuto all’ aumento
di numero delle cellule prostatiche. Tale aumento di volume, determinato
da cause ormonali, si manifesta in entrambi i tipi di tessuto che compongono
la ghiandola, muscolare e ghiandolare. L‘ IPB si presenta nella
popolazione maschile in maniera variabile e, come conseguenza di questa
diversità di presentazione della malattia, il trattamento varia
a seconda dei casi. L’ evoluzione naturale della IPB, inoltre, tende
alla progressione spontanea e, una volta che comincia la crescita della
prostata, continua nel tempo, a meno che non si instauri tempestivamente
una terapia medica.
La prostata può crescere in maniere differenti. In un tipo di sviluppo,
le cellule si moltiplicano intorno all’ uretra comprimendola. Il
secondo tipo di crescita coinvolge invece il lobo centrale della ghiandola con
conseguente compressione della parte basale della vescica.
Per sapere se anche lei soffre di disturbi urinari riconducibili ad una malattia della prostata le consigliamo di compilare questo breve e semplice questionario che potrà scaricare cliccando qui. Lo stampi, lo compili in maniera onesta e sincera e lo porti al suo urologo di fiducia unitamente al valore del PSA. Il suo urologo saprà sicuramente riconoscere la causa dei suoi problemi e prescriverle la terapia più appropriata..
Incidenza
e prevalenza (torna su)
È difficile stabilire l' esatta incidenza e prevalenza della IPB
perché i diversi studi condotti sull’ argomento hanno usato
spesso metodologie di valutazione differenti. Secondo la SIU (Società
Italiana di Urologia), la IPB interessa più del 50% degli uomini
sopra l'età di 60 anni e questa incidenza sale addirittura al 90%
nella fascia di età oltre i 70.
Fattori
di rischio
L’ IPB rappresenta
una forma di invecchiamento. Quasi tutti gli uomini con età superiore
ai 50 anni hanno una prostata ingrandita.
Cause
La causa della iperplasia prostatica benigna è sconosciuta. È
possibile che la malattia sia associata a cambiamenti
ormonali dovuti all’ invecchiamento.
I testicoli producono il testosterone, il principale ormone sessuale maschile,
che viene poi convertito in diidrotestosterone (DHT) e in estradiolo (estrogeno)
in determinati tessuti. Livelli elevati di diidrotestosterone possono
causare la IPB. Come e perchè l’ aumento di DHT causi l’
IPB rimane un argomento di studio.
Segni e sintomi
I sintomi comuni della
iperplasia prostatica benigna includono i seguenti:
• Sangue
nell'urina (ematuria)
• Sgocciolamento
alla fine della minzione
• Sensazione
di non competo svuotamento dopo aver urinato
• Urinare
frequentemente (pollachiuria) specialmente di notte (nicturia)
• Flusso
di urina lento ,esitante, interrotto, e debole
• Perdita
involontaria di urina (incontinenza
da sovrariempimento)
• Sforzarsi
per cominciare ad urinare
• Stimolo
di urinare ricorrente, improvviso e urgente
Nei casi severi di IPB il sintomo più grave è rappresentato
dalla ritenzione urinaria acuta (impossibilità di urinare dovuta
all’ ostruzione prostatica completa.). Questa situazione costituisce
una emergenza medica e deve essere tempestivamente risolta mediante introduzione
di una catetere vescicale. Fattori potenzialmente scatenanti questa condizione
possono essere la lunga ritenzione di urina ,uno sconsiderato consumo
di alcool,un periodo lungo di inattività, il freddo e l’
assunzione di farmaci contenenti decongestionanti nasali, antistaminici
o altri farmaci da banco (per esempio, Ipatropio bromuro, salbuterolo
, epinefrina). Alcuni di questi fattori possono impedire allo sfintere
urinario di distendersi impedendo che l'urina esca dalla vescica. La ritenzione
urinaria acuta causa dolore e disturbi
severi.
Diagnosi
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La storia del paziente (anamnesi),
un esame fisico e una valutazione dei sintomi forniscono la base per la
diagnosi della iperplasia prostatica benigna. L'esame fisico include un
esame digito-rettale (EDR) mentre la valutazione dei sintomi è
ottenuta tramite l’ utilizzo di uno specifico questionario denominato
IPSS (International Prostatic Symptoms score).
Esplorazione digito-rettale (EDR)
La EDR è un esame molto semplice che dura meno di un minuto. L’
urologo introduce il dito indice coperto da un guanto e lubrificato nel
retto del paziente e, tramite l’interposizione della parete rettale,valuta
la superficie, la grandezza, la forma e la consistenza della prostata.
Il tessuto sano della prostata è molle, come il tessuto carnoso
della mano tra palmo e pollice. Il tessuto maligno è duro, spesso
asimmetrico e di consistenza simile alla pietra. Se l'esame rivela la
presenza di tessuto sospetto, vengono prescritte analisi supplementari
per escludere patologie maligne.

Esplorazione digito-rettale
IPSS
L' IPSS è un questionario di grande importanza nella diagnosi della
IPB che ha lo scopo di determinare in maniera obiettiva la gravità
dei problemi urinari. Il paziente risponde a sette domande relative ai
comuni sintomi della iperplasia prostatica benigna. La frequenza con cui
il paziente lamenta un determinato sintomo è misurata su una scala
da 1 a 5. Questi numeri sommati forniscono un punteggio che valuta l’
entità della malattia. Un punteggio compreso tra 0 e 7 indica una
IPB lieve, tra 8 e 19 moderata e tra 20 e 35 severa.
Scarichi e compili il questionario IPSS cliccando qui.
PSA
Il dosaggio nel sangue dei livelli dell'antigene
specifico della prostata (PSA)
in un paziente affetto da iperplasia prostatica aiuta l’urologo
ad escludere un sospetto di cancro della prostata.
Il PSA è un enzima specifico prodotto dalle cellule prostatiche
che ha la funzione di scindere dei legami chimici nello sperma ed è
importante per la fertilità maschile . Sebbene venga prodotto solo
dalla prostata e ,pertanto, il suo aumento indica inequivocabilmente la
presenza di una patologia prostatica, il
PSA si eleva indistintamente in tutte le malattie prostatiche:
IPB, prostatite e cancro della prostata. Pertanto non è possibile
fare una diagnosi specifica di un determinato tipo di patologia prostatica
solo sulla base di una elevazione del PSA. Il livello del PSA inoltre
è determinato in parte dalla grandezza della prostata.
Il PSA è dosato nel sangue in nanogrammi per millilitro (ng/mL).
Un valore di PSA di 4 ng/mL o più basso è normale, un valore
tra 4 e 10 ng/mL è considerato sospetto, tra 10 e 35 notevolmente
sospetto. La maggior parte degli uomini con PSA compreso tra 4 e 10 non
presenta cancro della prostata, tuttavia esistono anche casi di cancro
della prostata con livelli normali di PSA (inferiore a 4).Valori di PSA
molto elevati sono fortemente suggestivi di presenza di tumore.
Da questo è facile comprendere che il PSA usato da solo non è
attendibile al 100% e può fornire falsi risultati. Un risultato
falso positivo si ottiene quando il livello di PSA è elevato e
non c’ è cancro. Un risultato falso negativo invece si registra
quando il livello di PSA è normale e invece è presente un
tumore. Per questo ,quando il livello
di PSA è elevato, è necessaria una biopsia per confermare
o eliminare il sospetto di cancro prostatico.
Esistono comunque delle metodologie di valutazione del PSA che consentono
di aumentarne sensibilmente l’ attendibilità diagnostica:
PSA libero e totale
Il PSA può circolare nel sangue in due diverse forme: libero o
legato alle proteine del sangue. Il PSA totale è la somma dei livelli
di entrambe le forme, il PSA libero è espressione soltanto della
quota non legata alle proteine. Molti studi suggeriscono che le cellule
maligne della prostata producono PSA in forma legata alle proteine: quindi,
un basso livello di PSA libero rispetto al PSA totale può indicare
una malattia prostatica maligna,mentre un alto livello di PSA libero rispetto
al PSA totale fa propendere per una IPB o una prostatite.
Livelli di PSA in relazione all’
età
I I livelli di PSA aumentano con
l'età. Un PSA fino a 2.5 ng/mL per l'età tra i 40 e i 49
anni è considerato normale,così come un limite di 3.5 ng/mL
per la fascia di età 50-59, 4.5 ng/mL per gli uomini tra i 60 e
i 69 e 6.5 per gli uomini di 70 anni. Tuttavia l’ impiego dei livelli
di PSA specifici per l'età non è condiviso da tutti gli
urologi.
Altri metodi specifici di analisi del PSA comprendono la misura della
velocità con cui cresce il PSA nel tempo (PSA
velocity) e il rapporto tra valore
del PSA e grandezza della prostata misurata all’ ecografia (PSA
density).
Ecografia transrettale
L’ ecografo è costituito da un dispositivo speciale (trasduttore)
che genera delle onde sonore ad alta frequenza che vengono riflesse dalle
strutture interne del nostro corpo in modo da generare immagini dettagliate
denominate sonogrammi. L'ecografia
transrettale (Eco-TR) è in
grado di fornire immagini della prostata e del tessuto circostante. Eventuali
anomalie come la IPB o il cancro della prostata possono essere rilevate
grazie a questo esame.
Nell’ ambito della diagnostica dell’ IPB l’ Eco-TR è
impiegata per i seguenti motivi:
a) insieme alla biopsia
prostatica nella diagnosi di cancro
della prostata in pazienti con un
esame digito-rettale anormale o un livello elevato di PSA
b) per valutare il volume della prostata
c) per rilevare una infiammazione della prostata (prostatite)

Immagini all’ ecografia transrettale
di vari casi di IPB
Esami
urodinamici
Gli esami
urodinamici, effettuati solitamente
in ambulatorio, sono impiegatI per misurare il volume e la pressione dell’
urina all’ interno della vescica e per valutare il flusso di urina.
Sono particolarmente utili per la diagnosi del deficit intrinseco dello
sfintere urinario ed i casi di incontinenza
mista, da stress, da urgenza, e da sovrariempmento.
Questi studi sono particolarmente utili, laddove lo si sospetti, ad escludere
che la sintomatologia sia causata da condizioni differenti dall’
IPB.
L’ uroflussimetria è una
analisi semplice per registrare il flusso di urina , per determinare quanto
completamente e rapidamente la vescica si svuoti e per valutare l'ostruzione.
A vescica piena i pazienti urinano in un dispositivo che misura la quantità
di urina, il tempo che occorre per la minzione e il flusso di urina. I
pazienti con incontinenza da urgenza o da sforzo hanno solitamente un
flusso normale o aumentato, a meno che non ci sia un'ostruzione. Un flusso
ridotto può indicare una IPB.
Uno studio pressione/flusso misura la
pressione nella vescica durante la minzione ed esclude che un flusso lento
possa essere causato da una condizione diversa dall’ IPB come la
incapacità di contrazione della vescica parziale o totale. Questa
analisi richiede l' introduzione di un piccolo catetere vescicale. La
procedura è fastidiosa e può causare raramente infezione
delle vie urinarie .
Il residuo postminzionale (RPM)
misura la quantità di urina che rimane in vescica dopo aver urinato.
Il paziente è invitato a urinare immediatamente prima dello studio
e l'urina residua viene calcolato tramite ecografia (metodo non invasivo)
o tramite cateterizzazione (metodo invasivo). Un RPM inferiore di 50 ml
indica generalmente lo svuotamento della vescica ,mentre misure tra 100
e 200 ml molto spesso indicano presenza di una ostruzione. L’ ansia
e il disagio del paziente possono influenzare i risultati per cui questo
studio non è sempre attendibile.
Opzioni
di Trattamento (torna su)
Le opzioni di trattamento
per l’ iperplasia prostatica benigna (IPB) includono quanto segue:
• Terapia medica
o Semplice osservazione
o Farmaci
• Trattamenti mini-invasivi
o Laser (PVP)
o Microonde (TUMT)
o Altre forme di termoterapia
• Trattamenti chirurgici
o Resezione transuretrale della prostata
(TURP)
o Enucleazione della prostata tramite
laser ad olmio (HoLEP)
o Prostatectomia semplice
o Incisione transuretrale della prostata
(TUIP)
o Incisione della prostata transuretrale
ecoguidata con laser (TULIP)
Esistono varie opzioni di trattamento per i pazienti affetti da iperplasia
benigna della prostata a seconda della severità dei sintomi. Se
i sintomi non infastidiscono più di tanto si può scegliere
di non prescrivere alcuna terapia . Se invece i sintomi sono abbastanza
severi, causano disagio, interferiscono con le attività quotidiane
e minacciano la salute generale è suggerito il trattamento.
Osservazione semplice
I pazienti con sintomi tollerabili possono scegliere di eseguire solo
i normali esami annuali di routine che consistono in una esplorazione
rettale,un dosaggio ematico del PSA
ed una ecografia
transrettale. Inoltre tramite l’
IPSS si valuta se i sintomi sono in peggioramento.
Farmaci
Gli inibitori della 5 alfa riduttasi
quali finasteride (Proscar®, Prostide®, Uniprost®) e dutasteride
(Avodart®) impediscono la conversione del testosterone in diidrotestosterone
(DHT). In molti casi, un periodo di trattamento minimo di 6 mesi è
necessario per valutare l’ efficacia della terapia. Questi farmaci
sono assunti oralmente una volta al giorno. I pazienti dovrebbero consultare
regolarmente il proprio urologo per controllare eventuali effetti collaterali
e valutare i benefici della terapia.
Gli effetti collaterali
includono riduzione della libido, deficit
erettile, dolenzia ed ingrandimento
del seno (ginecomastia) e diminuzione del numero di spermatozoi.
Gli alfa litici
agiscono rilassando la muscolatura liscia del collo vescicale aumentando
così il flusso urinario. Sono assunti oralmente, una volta o anche
due volte al giorno.
I farmaci appartenenti a questa classe comunemente prescritti includono
i seguenti:
• Tamsulosina (Omnic®), una capsula una volta al
giorno
• Alfuzosina (Xatral®), una capsula a rilascio prolungato
una volta al giorno
• Doxazosina (Cardura®), una capsula una volta al
giorno
• Terazosina (Teraprost®), una capsula una volta
al giorno
Gli effetti collaterali includono emicrania, vertigini, ipotensione, affaticamento
e debolezza generalizzata.
E’ dimostrato che grazie all’ introduzione della terapia medica
è stata ridotta la necessità di ricorrere all’ intervento
chirurgico in più della metà dei casi di IPB.
Trattamento chirurgico
Il trattamento chirurgico ha lo scopo di rimuovere la parte ingrandita
della prostata che comprime l’ uretra.
Le indicazioni assolute alla chirurgia sono le seguenti:
• Sangue nell’ urina (ematuria)
• Danno renale causato dall’ ostruzione prostatica
• Infezioni recidivanti
• Incapacità di urinare (ritenzione urinaria)
• Calcoli vescicali
Le indicazioni relative comprendono:
• Severità dei sintomi
• Elevato residuo postminzionale
TURP
La resezione transuretrale della prostata (TURP) è ancora oggi
il miglior trattamento (gold standard) con cui devono essere confrontati
gli altri tipi di trattamento. Questa procedura è effettuata sotto
anestesia generale o regionale e dura all’ incirca 60-90 minuti.
L’ urologo introduce uno strumento denominato resettoscopio nel
pene tramite l’ uretra. Il resettoscopio presenta al suo interno
un passaggio per un fascio di luce ed è dotato di valvole per un
liquido d'irrigazione e di un bisturi a energia elettrica per rimuovere
il tessuto prostatico e coagulare i vasi sanguigni. L’ urologo rimuove
il tessuto ostruente e il liquido di irrigazione lo trasporta in vescica.
Questi residui vengono rimossi alla fine della procedura tramite aspirazione
con una siringa.
I pazienti rimangono solitamente in ospedale per circa 3 giorni con un
catetere in vescica. La maggior parte dei pazienti possono tornare alle
loro normali attività in breve tempo. Durante la convalescenza
è raccomandabile:
• evitare di sollevare pesi eccessivi e svolgere attività
fisica
• bere molta acqua per lavare la vescica
• mangiare in maniera equilibrata
• usare lassativi ,se necessario, in caso di stitichezza
Complicanze
Il sangue nell'urina (ematuria) è comune dopo la chirurgia e solitamente
persiste anche al momento della dimissione. L'emorragia può anche
dipendere da sforzi eccessivi.
Alcuni pazienti lamentano disturbi quali sensazione di urgenza con difficoltà
a controllare la minzione. Questi disturbi migliorano col tempo e tendono
a scomparire ma è importante tenere presente che maggiore è
la gravità dei sintomi prima dell’ intervento e più
lunghi sono i tempi di recupero.
Almeno il 30% dei pazienti sottoposti a TURP lamenta disturbi nella funzione
sessuale. La complicanza più comune è l’ eiaculazione
retrograda (“orgasmo asciutto”), che è dovuta alla
rimozione del muscolo che chiude il collo vescicale durante l’ eiaculazione.
Lo sperma rifluisce in vescica invece di progredire all’ esterno
attraverso il pene:questa condizione causa sterilità ma non interferisce
assolutamente col piacere sessuale. La maggior parte dei pazienti sottoposti
a TURP non dà importanza a questo inconveniente.
Prostatectomia semplice
La prostatectomia (rimozione della porzione ostruente della prostata tramite
approccio chirurgico) si rende necessaria quando la prostata è
notevolmente ingrandita, quando sono presenti calcoli in vescica o quando
il paziente non può essere sottoposto a TURP. Questa procedura
è spesso il metodo migliore, più rapido e sicuro.
La prostatectomia semplice è effettuata sotto anestesia generale
o regionale. L’ urologo pratica un'incisione sull'addome tra ombelico
e pube. Successivamente incide la vescica, rimuove la porzione della prostata
affetta da IPB e risutura la vescica.
Dopo l’ intervento viene lasciato un catetere urinario per facilitare
la guarigione interna del collo vescicale e per monitorare l'urina. Il
sangue nell'urina è una complicanza normale di questo tipo di intervento.
Viene mantenuta una irrigazione costante della vescica per assicurare
la pervietà del catetere urinario, rimuovere i grumi di sangue
e detergere la zona chirurgica.
Una volta dimessi dall'ospedale si raccomanda ai pazienti di evitare sforzi
intensi e di sollevare pesi. Il recupero completo avviene generalmente
dopo 8 settimane.
Le complicanze
possibili includono incontinenza ed eiaculazione retrograda.
TUIP
L'incisione transuretrale della prostata (TUIP) può essere impiegata
per trattare una prostata che non è notevolmente ingrandita. L’
urologo esegue una o più incisioni a livello del collo vescicale
,il punto in cui l’ uretra è collegata alla vescica, e le
prolunga nella prostata. In questo modo si riduce la pressione della prostata
sull’ uretra e la minzione viene resa più facile. La TUIP
presenta un'incidenza più bassa di eiaculazione retrograda rispetto
alla TURP.
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