IPB (IPERPLASIA PROSTATICA BENIGNA)


Descrizione
Anatomia
Incidenza e prevalenza
Fattori di rischio
Segni e sintomi
Diagnosi

       
Esplorazione digito-rettale (EDR)
        
IPSS
        
PSA
        
Ecografia Transrettale
        
Esami urodinamici

Opzioni di trattamento

        Osservazione semplice
        
Farmaci
        
Trattamento chirurgico

Descrizione (torna su)

La prostata è una ghiandola a forma di castagna posizionata sotto la vescica e davanti al retto. È circondata da una capsula di tessuto fibroso denominata capsula prostatica. L’ uretra (il condotto che trasporta l'urina e lo sperma all’ esterno) attraversa la prostata a livello del collo vescicale. Il tessuto della prostata produce l'antigene specifico della prostata (PSA).

Anatomia (torna su)


L’ iperplasia prostatica benigna (IPB) è un ingrandimento della prostata dovuto all’ aumento di numero delle cellule prostatiche. Tale aumento di volume, determinato da cause ormonali, si manifesta in entrambi i tipi di tessuto che compongono la ghiandola, muscolare e ghiandolare. L‘ IPB si presenta nella popolazione maschile in maniera variabile e, come conseguenza di questa diversità di presentazione della malattia, il trattamento varia a seconda dei casi. L’ evoluzione naturale della IPB, inoltre, tende alla progressione spontanea e, una volta che comincia la crescita della prostata, continua nel tempo, a meno che non si instauri tempestivamente una terapia medica.

La prostata può crescere in maniere differenti. In un tipo di sviluppo, le cellule si moltiplicano intorno all’ uretra comprimendola. Il secondo tipo di crescita coinvolge invece il lobo centrale della ghiandola con conseguente compressione della parte basale della vescica.

Per sapere se anche lei soffre di disturbi urinari riconducibili ad una malattia della prostata le consigliamo di compilare questo breve e semplice questionario che potrà scaricare cliccando qui. Lo stampi, lo compili in maniera onesta e sincera e lo porti al suo urologo di fiducia unitamente al valore del PSA. Il suo urologo saprà sicuramente riconoscere la causa dei suoi problemi e prescriverle la terapia più appropriata..


Incidenza e prevalenza (torna su)

È difficile stabilire l' esatta incidenza e prevalenza della IPB perché i diversi studi condotti sull’ argomento hanno usato spesso metodologie di valutazione differenti. Secondo la SIU (Società Italiana di Urologia), la IPB interessa più del 50% degli uomini sopra l'età di 60 anni e questa incidenza sale addirittura al 90% nella fascia di età oltre i 70.

Fattori di rischio

L’ IPB rappresenta una forma di invecchiamento. Quasi tutti gli uomini con età superiore ai 50 anni hanno una prostata ingrandita.

Cause
La causa della iperplasia prostatica benigna è sconosciuta. È possibile che la malattia sia associata a
cambiamenti ormonali dovuti all’ invecchiamento. I testicoli producono il testosterone, il principale ormone sessuale maschile, che viene poi convertito in diidrotestosterone (DHT) e in estradiolo (estrogeno) in determinati tessuti. Livelli elevati di diidrotestosterone possono causare la IPB. Come e perchè l’ aumento di DHT causi l’ IPB rimane un argomento di studio.


Segni e sintomi

I sintomi comuni della iperplasia prostatica benigna includono i seguenti:

  • Sangue nell'urina (ematuria)
  • Sgocciolamento alla fine della minzione
  • Sensazione di non competo svuotamento dopo aver urinato
  • Urinare frequentemente (pollachiuria) specialmente di notte (nicturia)
  • Flusso di urina lento ,esitante, interrotto, e debole
  • Perdita involontaria di urina (incontinenza da sovrariempimento)
  • Sforzarsi per cominciare ad urinare
  • Stimolo di urinare ricorrente, improvviso e urgente

Nei casi severi di IPB il sintomo più grave è rappresentato dalla ritenzione urinaria acuta (impossibilità di urinare dovuta all’ ostruzione prostatica completa.). Questa situazione costituisce una emergenza medica e deve essere tempestivamente risolta mediante introduzione di una catetere vescicale. Fattori potenzialmente scatenanti questa condizione possono essere la lunga ritenzione di urina ,uno sconsiderato consumo di alcool,un periodo lungo di inattività, il freddo e l’ assunzione di farmaci contenenti decongestionanti nasali, antistaminici o altri farmaci da banco (per esempio, Ipatropio bromuro, salbuterolo , epinefrina). Alcuni di questi fattori possono impedire allo sfintere urinario di distendersi impedendo che l'urina esca dalla vescica. La
ritenzione urinaria acuta causa dolore e disturbi severi.

Diagnosi (torna su)

La storia del paziente (anamnesi), un esame fisico e una valutazione dei sintomi forniscono la base per la diagnosi della iperplasia prostatica benigna. L'esame fisico include un esame digito-rettale (EDR) mentre la valutazione dei sintomi è ottenuta tramite l’ utilizzo di uno specifico questionario denominato IPSS (International Prostatic Symptoms score).

Esplorazione digito-rettale (EDR)

La EDR è un esame molto semplice che dura meno di un minuto. L’ urologo introduce il dito indice coperto da un guanto e lubrificato nel retto del paziente e, tramite l’interposizione della parete rettale,valuta la superficie, la grandezza, la forma e la consistenza della prostata. Il tessuto sano della prostata è molle, come il tessuto carnoso della mano tra palmo e pollice. Il tessuto maligno è duro, spesso asimmetrico e di consistenza simile alla pietra. Se l'esame rivela la presenza di tessuto sospetto, vengono prescritte analisi supplementari per escludere patologie maligne.

Esplorazione digito-rettale

IPSS
L' IPSS è un questionario di grande importanza nella diagnosi della IPB che ha lo scopo di determinare in maniera obiettiva la gravità dei problemi urinari. Il paziente risponde a sette domande relative ai comuni sintomi della iperplasia prostatica benigna. La frequenza con cui il paziente lamenta un determinato sintomo è misurata su una scala da 1 a 5. Questi numeri sommati forniscono un punteggio che valuta l’ entità della malattia. Un punteggio compreso tra 0 e 7 indica una IPB lieve, tra 8 e 19 moderata e tra 20 e 35 severa.
Scarichi e compili il questionario IPSS cliccando qui.

PSA
Il dosaggio nel sangue dei livelli dell'antigene specifico della prostata (PSA) in un paziente affetto da iperplasia prostatica aiuta l’urologo ad escludere un sospetto di cancro della prostata.

Il PSA è un enzima specifico prodotto dalle cellule prostatiche che ha la funzione di scindere dei legami chimici nello sperma ed è importante per la fertilità maschile . Sebbene venga prodotto solo dalla prostata e ,pertanto, il suo aumento indica inequivocabilmente la presenza di una patologia prostatica,
il PSA si eleva indistintamente in tutte le malattie prostatiche: IPB, prostatite e cancro della prostata. Pertanto non è possibile fare una diagnosi specifica di un determinato tipo di patologia prostatica solo sulla base di una elevazione del PSA. Il livello del PSA inoltre è determinato in parte dalla grandezza della prostata.

Il PSA è dosato nel sangue in nanogrammi per millilitro (ng/mL). Un valore di PSA di 4 ng/mL o più basso è normale, un valore tra 4 e 10 ng/mL è considerato sospetto, tra 10 e 35 notevolmente sospetto. La maggior parte degli uomini con PSA compreso tra 4 e 10 non presenta cancro della prostata, tuttavia esistono anche casi di cancro della prostata con livelli normali di PSA (inferiore a 4).Valori di PSA molto elevati sono fortemente suggestivi di presenza di tumore.

Da questo è facile comprendere che il PSA usato da solo non è attendibile al 100% e può fornire falsi risultati. Un risultato falso positivo si ottiene quando il livello di PSA è elevato e non c’ è cancro. Un risultato falso negativo invece si registra quando il livello di PSA è normale e invece è presente un tumore. Per questo ,
quando il livello di PSA è elevato, è necessaria una biopsia per confermare o eliminare il sospetto di cancro prostatico. Esistono comunque delle metodologie di valutazione del PSA che consentono di aumentarne sensibilmente l’ attendibilità diagnostica:

PSA libero e totale Il PSA può circolare nel sangue in due diverse forme: libero o legato alle proteine del sangue. Il PSA totale è la somma dei livelli di entrambe le forme, il PSA libero è espressione soltanto della quota non legata alle proteine. Molti studi suggeriscono che le cellule maligne della prostata producono PSA in forma legata alle proteine: quindi, un basso livello di PSA libero rispetto al PSA totale può indicare una malattia prostatica maligna,mentre un alto livello di PSA libero rispetto al PSA totale fa propendere per una IPB o una prostatite.

Livelli di PSA in relazione all’ età
I I livelli di PSA aumentano con l'età. Un PSA fino a 2.5 ng/mL per l'età tra i 40 e i 49 anni è considerato normale,così come un limite di 3.5 ng/mL per la fascia di età 50-59, 4.5 ng/mL per gli uomini tra i 60 e i 69 e 6.5 per gli uomini di 70 anni. Tuttavia l’ impiego dei livelli di PSA specifici per l'età non è condiviso da tutti gli urologi.

Altri metodi specifici di analisi del PSA comprendono la misura della velocità con cui cresce il PSA nel tempo (
PSA velocity) e il rapporto tra valore del PSA e grandezza della prostata misurata all’ ecografia (PSA density).

Ecografia transrettale

L’ ecografo è costituito da un dispositivo speciale (trasduttore) che genera delle onde sonore ad alta frequenza che vengono riflesse dalle strutture interne del nostro corpo in modo da generare immagini dettagliate denominate sonogrammi. L'
ecografia transrettale (Eco-TR) è in grado di fornire immagini della prostata e del tessuto circostante. Eventuali anomalie come la IPB o il cancro della prostata possono essere rilevate grazie a questo esame.

Nell’ ambito della diagnostica dell’ IPB l’ Eco-TR è impiegata per i seguenti motivi:

a) insieme alla
biopsia prostatica nella diagnosi di cancro della prostata in pazienti con un esame digito-rettale anormale o un livello elevato di PSA

b)  per valutare il volume della prostata

c)   per rilevare una infiammazione della prostata (
prostatite)

Immagini all’ ecografia transrettale di vari casi di IPB

Esami urodinamici

Gli
esami urodinamici, effettuati solitamente in ambulatorio, sono impiegatI per misurare il volume e la pressione dell’ urina all’ interno della vescica e per valutare il flusso di urina. Sono particolarmente utili per la diagnosi del deficit intrinseco dello sfintere urinario ed i casi di incontinenza mista, da stress, da urgenza, e da sovrariempmento. Questi studi sono particolarmente utili, laddove lo si sospetti, ad escludere che la sintomatologia sia causata da condizioni differenti dall’ IPB.

L’ uroflussimetria è una analisi semplice per registrare il flusso di urina , per determinare quanto completamente e rapidamente la vescica si svuoti e per valutare l'ostruzione. A vescica piena i pazienti urinano in un dispositivo che misura la quantità di urina, il tempo che occorre per la minzione e il flusso di urina. I pazienti con incontinenza da urgenza o da sforzo hanno solitamente un flusso normale o aumentato, a meno che non ci sia un'ostruzione. Un flusso ridotto può indicare una IPB.

Uno studio pressione/flusso misura la pressione nella vescica durante la minzione ed esclude che un flusso lento possa essere causato da una condizione diversa dall’ IPB come la incapacità di contrazione della vescica parziale o totale. Questa analisi richiede l' introduzione di un piccolo catetere vescicale. La procedura è fastidiosa e può causare raramente
infezione delle vie urinarie .

Il residuo postminzionale
(RPM) misura la quantità di urina che rimane in vescica dopo aver urinato. Il paziente è invitato a urinare immediatamente prima dello studio e l'urina residua viene calcolato tramite ecografia (metodo non invasivo) o tramite cateterizzazione (metodo invasivo). Un RPM inferiore di 50 ml indica generalmente lo svuotamento della vescica ,mentre misure tra 100 e 200 ml molto spesso indicano presenza di una ostruzione. L’ ansia e il disagio del paziente possono influenzare i risultati per cui questo studio non è sempre attendibile.

Opzioni di Trattamento (torna su)

Le opzioni di trattamento per l’ iperplasia prostatica benigna (IPB) includono quanto segue:

  • Terapia medica
      o Semplice osservazione
      o Farmaci
  • Trattamenti mini-invasivi
      o Laser (PVP)
      o Microonde (TUMT)
      o Altre forme di termoterapia
  • Trattamenti chirurgici
      o Resezione transuretrale della prostata (TURP)
      o Enucleazione della prostata tramite laser ad olmio (HoLEP)
      o Prostatectomia semplice
      o Incisione transuretrale della prostata (TUIP)
      o Incisione della prostata transuretrale ecoguidata con laser (TULIP)

Esistono varie opzioni di trattamento per i pazienti affetti da iperplasia benigna della prostata a seconda della severità dei sintomi. Se i sintomi non infastidiscono più di tanto si può scegliere di non prescrivere alcuna terapia . Se invece i sintomi sono abbastanza severi, causano disagio, interferiscono con le attività quotidiane e minacciano la salute generale è suggerito il trattamento.

Osservazione semplice
I pazienti con sintomi tollerabili possono scegliere di eseguire solo i normali esami annuali di routine che consistono in una esplorazione rettale,un dosaggio ematico del
PSA ed una ecografia transrettale. Inoltre tramite l’ IPSS si valuta se i sintomi sono in peggioramento.

Farmaci
Gli
inibitori della 5 alfa riduttasi quali finasteride (Proscar®, Prostide®, Uniprost®) e dutasteride (Avodart®) impediscono la conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT). In molti casi, un periodo di trattamento minimo di 6 mesi è necessario per valutare l’ efficacia della terapia. Questi farmaci sono assunti oralmente una volta al giorno. I pazienti dovrebbero consultare regolarmente il proprio urologo per controllare eventuali effetti collaterali e valutare i benefici della terapia.

Gli
effetti collaterali includono riduzione della libido, deficit erettile, dolenzia ed ingrandimento del seno (ginecomastia) e diminuzione del numero di spermatozoi.

Gli
alfa litici agiscono rilassando la muscolatura liscia del collo vescicale aumentando così il flusso urinario. Sono assunti oralmente, una volta o anche due volte al giorno.

I farmaci appartenenti a questa classe comunemente prescritti includono i seguenti:

  • Tamsulosina (Omnic®), una capsula una volta al giorno
  • Alfuzosina (Xatral®), una capsula a rilascio prolungato una volta al giorno
  • Doxazosina (Cardura®), una capsula una volta al giorno
  • Terazosina (Teraprost®), una capsula una volta al giorno

Gli effetti collaterali includono emicrania, vertigini, ipotensione, affaticamento e debolezza generalizzata.

E’ dimostrato che grazie all’ introduzione della terapia medica è stata ridotta la necessità di ricorrere all’ intervento chirurgico in più della metà dei casi di IPB.

Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico ha lo scopo di rimuovere la parte ingrandita della prostata che comprime l’ uretra.
Le indicazioni assolute alla chirurgia sono le seguenti:
  • Sangue nell’ urina (
ematuria)
  • Danno renale causato dall’ ostruzione prostatica
  • Infezioni recidivanti
  • Incapacità di urinare (ritenzione urinaria)
  • Calcoli vescicali

Le indicazioni relative comprendono:

  • Severità dei sintomi
  • Elevato residuo postminzionale

TURP

La resezione transuretrale della prostata (TURP) è ancora oggi il miglior trattamento (gold standard) con cui devono essere confrontati gli altri tipi di trattamento. Questa procedura è effettuata sotto anestesia generale o regionale e dura all’ incirca 60-90 minuti.

L’ urologo introduce uno strumento denominato resettoscopio nel pene tramite l’ uretra. Il resettoscopio presenta al suo interno un passaggio per un fascio di luce ed è dotato di valvole per un liquido d'irrigazione e di un bisturi a energia elettrica per rimuovere il tessuto prostatico e coagulare i vasi sanguigni. L’ urologo rimuove il tessuto ostruente e il liquido di irrigazione lo trasporta in vescica. Questi residui vengono rimossi alla fine della procedura tramite aspirazione con una siringa.

I pazienti rimangono solitamente in ospedale per circa 3 giorni con un catetere in vescica. La maggior parte dei pazienti possono tornare alle loro normali attività in breve tempo. Durante la convalescenza è raccomandabile:

 • evitare di sollevare pesi eccessivi e svolgere attività fisica
 • bere molta acqua per lavare la vescica
 • mangiare in maniera equilibrata
 • usare lassativi ,se necessario, in caso di stitichezza

Complicanze

Il sangue nell'urina (ematuria) è comune dopo la chirurgia e solitamente persiste anche al momento della dimissione. L'emorragia può anche dipendere da sforzi eccessivi.

Alcuni pazienti lamentano disturbi quali sensazione di urgenza con difficoltà a controllare la minzione. Questi disturbi migliorano col tempo e tendono a scomparire ma è importante tenere presente che maggiore è la gravità dei sintomi prima dell’ intervento e più lunghi sono i tempi di recupero.

Almeno il 30% dei pazienti sottoposti a TURP lamenta disturbi nella funzione sessuale. La complicanza più comune è l’ eiaculazione retrograda (“orgasmo asciutto”), che è dovuta alla rimozione del muscolo che chiude il collo vescicale durante l’ eiaculazione. Lo sperma rifluisce in vescica invece di progredire all’ esterno attraverso il pene:questa condizione causa sterilità ma non interferisce assolutamente col piacere sessuale. La maggior parte dei pazienti sottoposti a TURP non dà importanza a questo inconveniente.

Prostatectomia semplice
La prostatectomia (rimozione della porzione ostruente della prostata tramite approccio chirurgico) si rende necessaria quando la prostata è notevolmente ingrandita, quando sono presenti calcoli in vescica o quando il paziente non può essere sottoposto a TURP. Questa procedura è spesso il metodo migliore, più rapido e sicuro.

La prostatectomia semplice è effettuata sotto anestesia generale o regionale. L’ urologo pratica un'incisione sull'addome tra ombelico e pube. Successivamente incide la vescica, rimuove la porzione della prostata affetta da IPB e risutura la vescica.

Dopo l’ intervento viene lasciato un catetere urinario per facilitare la guarigione interna del collo vescicale e per monitorare l'urina. Il sangue nell'urina è una complicanza normale di questo tipo di intervento. Viene mantenuta una irrigazione costante della vescica per assicurare la pervietà del catetere urinario, rimuovere i grumi di sangue e detergere la zona chirurgica.

Una volta dimessi dall'ospedale si raccomanda ai pazienti di evitare sforzi intensi e di sollevare pesi. Il recupero completo avviene generalmente dopo 8 settimane.

Le
complicanze possibili includono incontinenza ed eiaculazione retrograda.

TUIP
L'incisione transuretrale della prostata (TUIP) può essere impiegata per trattare una prostata che non è notevolmente ingrandita. L’ urologo esegue una o più incisioni a livello del collo vescicale ,il punto in cui l’ uretra è collegata alla vescica, e le prolunga nella prostata. In questo modo si riduce la pressione della prostata sull’ uretra e la minzione viene resa più facile. La TUIP presenta un'incidenza più bassa di eiaculazione retrograda rispetto alla TURP.