INFERTILITA’ MASCHILE

Descrizione
Incidenza e prevalenza
Cause e fattori di rischio
Diagnosi
Trattamento
Integratori fertilità maschile di tipo alimentare

Descrizione (torna su)

Si definisce infertile una coppia che non è in grado di concepire un figlio dopo almeno un anno di rapporti non protetti. Questa definizione è puramente arbitraria e si basa sul fatto che la maggior parte delle coppie riesce a concepire un bimbo entro questo limite di tempo prestabilito.

Pertanto, teoricamente se dopo un anno di rapporti non protetti il bimbo non arriva, la coppia dovrebbe sottoporsi ad una valutazione medica specialistica. Tuttavia, attualmente si tende a non aspettare questo limite di tempo, e ad effettuare comunque una prima valutazione per verificare la presenza di problemi di fertilità, tramite una visita andrologica corredata da un’analisi dello sperma (spermiogramma) nell’ uomo ed una visita ginecologica nella donna.

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Di particolare utilità nel riconoscimento di tutte le potenziali cause di infertilità maschile risulta il presente questionario, che potrà visionare cliccando qui.  Le consigliamo di stamparlo, compilarlo in maniera sincera ed esaustiva e di consegnarlo al suo andrologo di fiducia. Sarà di grande utilità e consentirà di risparmiare tempo alla visita per la verifica di problemi di fertilità maschile facilitando di molto il compito del suo andrologo.

Negli uomini le cause di infertilità maschile possono dipendere da disturbi ormonali, traumi, ostruzioni nell’ambito dell’apparato genitale e da infezioni. Alcune cause infertilità maschile diventano più difficili da trattare se la diagnosi viene eseguita tardivamente. È per questo che consigliamo la visita andrologica a chiunque si appresti a volere un figlio.

Qui di seguito verranno discusse le cause dell’ infertilità maschile.

Lo sviluppo dello sperma (spermatogenesi) avviene in piccoli condotti (tubuli seminiferi) all’interno dei testicoli dove si sviluppano gli spermatozoi, che contengono metà del codice genetico dell’uomo.

Ogni ciclo di spermatogenesi consiste in sei fasi e dura in totale circa 16 giorni. Gli spermatozoi maturi si muovono all’interno della vagina e nuotano verso la cellula uovo utilizzando la coda (flagello). La spermatogenesi avviene sotto il controllo ormonale.

Infertilità maschile

Infertilità maschile:Varie fasi dello sviluppo e aspetto dello spermatozoo normale maturo (Spermatogenesi)

Incidenza e prevalenza (torna su)

Si stima che il 40% dei problemi di fertilità di una coppia è da attribuirsi a fattori maschili. Di questi, almeno la metà sono correggibili con procedure mediche o chirurgiche.

Cause infertilità maschile e fattori a rischio (torna su)

Le cause più comuni di infertilità maschile sono rappresentate da alterazioni della produzione o del trasporto dello sperma e dalla diminuzione del testosterone (ipogonadismo).

La sterilità maschile può derivare da una patologia già presente alla nascita (congenita) o può svilupparsi successivamente (acquisita). Cause comuni di sterilità maschile includono le seguenti:

  • Chemioterapia
  • Anomalie nell’ apparato genitale (testicolo non disceso o assente)
  • Presenza di ostruzioni nell’ apparato genitale
  • Malattie varie (fibrosi cistica, anemia falciforme, malattie sessualmente trasmissibili)
  • Disfunzioni ormonali (causate da alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisiario)
  • Infezioni (per esempio prostatite, epididimite , orchite)
  • Traumi (per esempio un trauma testicolare)
  • Farmaci (antipertensivi, FANS)
  • Eiaculazione retrograda (circostanza patologica in cui lo sperma refluisce nella vescica durante l’eiaculazione)
  • Malattia sistemica (ad esempio febbre alta, infezione, malattia del rene)
  • Tumore del testicolo
  • Varicocele

L’eiaculazione retrograda si verifica in caso di danno ai muscoli o ai nervi del collo della vescica e determina la mancata chiusura dello stesso durante l’eiaculazione.

Può essere causata da chirurgia della vescica, da un difetto congenito dell’uretra o della vescica o da una patologia neurologica. Una eiaculazione diminuita o “asciutta”, oppure una urina di colore grigiastro successiva ad una eiaculazione sono i sintomi di questo problema.

Mancanza di testoterone

L’ipogonadismo può essere presente sin dalla nascita (congenito) o può
insorgere successivamente (acquisito). Le cause dell’ipogonadismo
sono distinte a seconda di quale processo dell’asse ipotalamo –
ipofisario sia interessato:

  • Ipogonadismo primario: l’alterazione responsabile è di pertinenza testicolare
  • Ipogonadismo secondario: l’alterazione responsabile è di pertinenza ipofisaria
  • Ipogonadismo terziario: l’alterazione responsabile è di pertinenza ipotalamica

La causa congenita più comune è la sindrome di Klinefelter. Questa patologia è causata da un cromosoma X supplementare. Provoca sterilità maschile, peli corporei e capelli radi, anomalo ingrandimento del seno (ginecomastia) e testicoli piccoli rispetto alla norma.

La diminuzione del testoterone può essere provocata da altre malattie genetiche come il deficit dell’LHRH (ormone ipotalamico) o dell’FSH come per esempio nella sindrome di Kallmann.

Altre cause congenite comprendono l’assenza dei testicoli (anorchia) e la mancata discesa dei testicoli nello scroto (criptorchidismo).

Le cause acquisite della mancanza di testosterone comprendono le seguenti:

  • Chemioterapia
  • Danno vascolare all’ipotalamo o all’ipofisi
  • Malformazione ghiandolare
  • Trauma cranico che compromette il funzionamento dell’ipotalamo
  • Infezione (per esempio meningite, sifilide, parotite epidemica)
  • Deficit isolato dell’LH (per esempio sindrome dell’ “eunuco fertile”)
  • Radioterapia
  • Trauma testicolare
  • Tumori ipotalamici o ipofisiari

Diagnosi infertilità maschile (torna su)

L’esame della coppia infertile che desidera avere un figlio inizia solitamente dalla valutazione del maschio, vista la minore complessità e più semplice risoluzione delle cause di infertilità maschile.

All’anamnesi verranno poste domande circa eventuali interventi chirurgici pregressi, malattie croniche, traumi pelvici, malattie in età infantile, assunzione di stupefacenti o di farmaci che possono provocare sterilità maschile. Alla visita si possono valutare la presenza di patologie testicolari (varicocele, assenza dei deferenti , tumore), anomali ingrandimenti del seno o deficit di sviluppo testicolari (testicoli piccoli).

Altri fattori importanti nella valutazione della fertilità maschile che si possono rilevare con l’anamnesi sono i seguenti:

  • Pubertà precoce (può derivare da una malattia ormonale)
  • Pubertà ritardata (può essere casata da una sindrome di Kallmann)
  • Gravidanze precedenti
  • Tempistica dei rapporti sessuali della coppia in rapporto all’ ovulazione
  • Malattie sessualmente trasmissibili (che possono causare cicatrizzazioni ed ostruzioni)
  • Uso di lubrificanti durante i rapporti (possono rendere inattivo lo sperma)

L’analisi del seme (spermiogramma) rappresenta il momento fondamentale della valutazione della infertilità maschile. Si effettua presso un centro di medicina di laboratorio e valuta l’intero eiaculato, sia gli spermatozoi che il liquido seminale.

Nello spermiogramma vengono analizzati sei fattori fondamentali:

  • Concentrazione (sperma/millilitro)
  • Morfologia (forma e strutture degli spermatozoi)
  • Motilità (come si muovono gli spermatozoi)
  • Fluidità ed aspetto (spessore, colore)
  • Conteggio totale degli spermatozoi mobili
  • Volume dell’ eiaculato

Esistono dei parametri di normalità nell’ambito dell’analisi del seme stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Spermiogramma
Criteri di normalità dello spermiogramma definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

 

Un basso numero di spermatozoi nello sperma viene definito oligospermia. Si definisce azoospermia, invece, l’assenza di spermatozoi nello sperma. Tale condizione può essere di natura secretiva o ostruttiva.

L’azoospermia secretiva, anche detta azoospermia non ostruttiva, è causata dal difetto da parte del testicolo nella produzione degli spermatozoi.

L’azoospermia ostruttiva è invece determinata dalla presenza di un’ostruzione nell’ambito dell’apparato genitale. Anche se il volume testicolare e il profilo ormonale possono indirizzare la diagnosi, l’unico modo per differenziare una forma ostruttiva di azoospermia da una secretiva è l’esecuzione di una biopsia testicolare.

Tale intervento consente il prelievo di un piccolo pezzo di testicolo per poterlo esaminare al microscopio. Tale tecnica viene comunemente associata alla TESE (Estrazione di sperma dal testicolo), la metodica più efficace e diffusa per il recupero degli spermatozoi.

La valutazione della motilità dello sperma ricerca eventuali cause che possono impedire l’attività degli spermatozoi nell’apparato genitale femminile (astenozoospermia).

L’analisi della forma ricerca la presenza di eventuali anomalie di struttura degli spermatozoi come aberrazioni della testa e della coda (teratozoospermia). Vi è un’alta probabilità di infertilità maschile nel caso in cui più del 60% dello sperma abbia alterazioni strutturali.

Altre analisi immunologiche, inoltre, esaminano la presenza di anticorpi nello sperma.

L’analisi delle urine, la spermiocoltura e la urinocoltura possono rilevare la presenza di altre malattie che compromettono la fertilità maschile come patologie renali, il diabete e le infezioni recidivanti dell’apparato urinario (IVU).
Dall’analisi del sangue si possono rilevare parametri ormonali alterati.

Trattamento (torna su)

Almeno il 50% delle cause di infertilità maschile sono correggibili.

L’intervento di un andrologo può ad esempio rivolgersi alla correzione di una eventuale disfunzione erettile o di un varicocele, alla diagnosi e alla terapia di una infezione genitale, all’induzione dell’eiaculazione o all’utilizzo di metodiche di prelievo di spermatozoi da utilizzare successivamente per tecniche di riproduzione assistita.

Il recupero degli spermatozoi si rende necessario in caso di azoospermia causata da ostruzione nell’apparato genitale maschile o da assenza congenita dei deferenti. La biopsia testicolare è il metodo più utilizzato ed affidabile per il recupero dello sperma. Prevede il prelievo di una piccola quantità di tessuto testicolare ed è al tempo stesso diagnostica e terapeutica: investiga sulla causa della azoospermia e in caso di recupero di spermatozoi questi vengono utilizzati per tecniche di fertilizzazione assistita.

Questa procedura viene eseguita in anestesia locale, dura all’incirca 30 minuti e può causare dolore e rigonfiamento dello scroto.

Sterilità maschile
Sterilità maschile: Immagini di biopsia testicolare + TESE. In anestesia loco regionale, tramite una piccola incisione trasversale dello scroto una piccola quantità di tessuto testicolare viene prelevata.

 

Esistono anche altre metodiche di recupero che prevedono l’aspirazione degli spermatozoi dai testicoli o dagli epididimi tramite puntura con un ago sottile (TESA, MESA). Queste procedure, anche se meno invasive, hanno una percentuale di successo inferiore rispetto alla biopsia testicolare e possono causare ematomi scrotali recidivanti.

Gli spermatozoi prelevati possono essere impiegati per la fertilizzazione in vitro (FIV) o per l’iniezione intracitoplasmatica dello sperma (ICSI).

La FIV prevede la formazione di un embrione in laboratorio (formato dall’unione di uno spermatozoo con una cellula uovo) e il suo successivo impianto nell’utero. La FIV (fertilizzazione in vitro) è la metodica più comunemente utilizzata per le patologie riproduttive femminili.

L’iniezione intracitoplasmatica dello sperma per l’infertilità maschile

L’iniezione intracitoplasmatica dello sperma (ICSI) viene impiegata nei casi di assenza di motilità dello sperma durante la fertilizzazione in vitro. Usando un ago molto piccolo, uno spermatozoo viene iniettato direttamente nella cellula uovo. L’embrione così formatosi viene incubato e trasferito nell’utero.

Iniezione intracitoplasmatica dello sperma ICSI
Iniezione intracitoplasmatica dello sperma (ICSI): Con l’ausilio di un microscopio ad alto ingrandimento un esperto biologo inietta direttamente uno spermatozoo nella cellula uovo per formare un embrione.

 

Tramite la ICSI si ottiene il concepimento nel 50 – 80% dei casi e la gravidanza viene portata a termine in circa il 30% delle volte. L’embrione, infatti, può non riuscire a dividersi o può arrestarsi in una fase iniziale dello sviluppo. Le pazienti più giovani raggiungono i risultati migliori. Tale procedura è costosa e non sempre rimborsabile dal SSN.

L’iniezione intracitoplasmatica dello sperma (ICSI) non aumenta l’incidenza delle gravidanze multiple.

La terapia farmacologica per la infertilità maschile utilizza farmaci per migliorare la produzione dello sperma per aumentare la fertilità maschile, antibiotici per eliminare le infezioni e cortisonici in caso di presenza di anticorpi nello sperma. La terapia della diminuzione del testosterone è del tutto analoga a quella descritta nell’omonima sezione di questo sito.

Il tamoxifene, un antiestrogeno, può essere impiegato al fine di stimolare il rilascio di gonadotropine con conseguente produzione di testosterone. Gli antibiotici vengono impiegati per trattare le cause di sterilità maschile dovute a infezioni dell’apparato genitourinario o a malattie sessualmente trasmissibili.

La terapia chirurgica dell’infertilità maschile viene impiegata per il trattamento del varicocele e delle ostruzioni del tratto genitale. La vasoepididimostomia è una procedura microchirurgica volta alla correzione delle ostruzioni tra deferente ed epididimo.

Tali ostruzioni sono causate solitamente da infezioni, da cisti o dalla chiusura totale (atresia) del deferente, condizione quest’ultima per lo più di origine genetica. In caso di varicocele, la varicocelectomia determina un miglioramento dei parametri dello sperma nella maggior parte dei casi. È una procedura chirurgica semplice, economica e può essere eseguita in anestesia locale.

Con il successo di procedure molto raffinate e costose come la FIV (fertilizzazione in vitro) e la ICSI (iniezione intracitoplasmatica) attualmente vi è la tendenza ad ignorare lo studio dei fattori maschili e a rivolgere tutte le attenzioni alla valutazione della donna.

Tuttavia, questo tipo di approccio ignora il fatto che esistono molte cause di infertilità maschile quali il varicocele, l’ostruzione e le infezioni che possono essere trattate in maniera efficace, semplice ed economica. Inoltre, grazie ad un esame completo dell’individuo maschile, si possono rilevare importanti patologie come un tumore del testicolo, dell’ipofisi o patologie neurologiche.

Integratori fertilità maschile

I seguenti integratori per l’infertilità maschile di tipo alimentare possono migliorare i parametri dello spermiogramma. Devono essere assunti per almeno 3 mesi prima che apportino qualche beneficio.

Esistono oggigiorno in commercio numerosi integratori per la fertilità maschile che contengono tutte queste sostanze sopra descritte.

Tra gli svariati prodotti in commercio impiegati per migliorare la fertilità maschile, sicuramente merita una menzione particolare il TotarginTotargin è un integratore alimentare per l’infertilità maschile a base di Arginina, L-Acetil Carnitina, Acido Folico, Zinco e Vitamina E.

Totargin presenta l’ enorme vantaggio di contenere in un’ unica bustina ben cinque principi attivi e, soprattutto, è il prodotto che contiene il dosaggio più alto di arginina: 2.500 mg.

Integratori fertilità maschile Totargin
Integratore fertilità maschile: Totargin

 

Totargin è un integratore alimentare che trova particolare indicazione nei seguenti casi:

  • Oligoastenoteratospermia (alterazione del numero, della forma e della motilità degli spermatozoi)
  • Dopo un intervento chirurgico per Varicocele
  • Trattamento dell’ infertilità maschile in associazione a terapie ormonali e/o antiossidanti
  • Preparazione a tecniche di procreazione assistita (PMA)

L’ Arginina è un amminoacido di fondamentale importanza per la funzione sessuale maschile. Infatti, l’ arginina è un donatore di ossido nitrico, una sostanza che aumenta l’ apporto di sangue ai genitali tramite un meccanismo di vasodilatazione. Numerosi studi hanno dimostrato che l’ arginina ha una spiccata efficacia non solo nel curare l’ infertilità maschile ma anche nella terapia della disfunzione erettile. L’Arginina migliora la spermatogenesi e svolge un’importante ruolo per il metabolismo energetico e la motilità’ degli spermatozoi. L’ Arginina è indicata inoltre negli stati di debolezza e viene comunemente impiegata come integratore per lo sport.

L’ Acetil Carnitina è una sostanza fondamentale per la motilità degli spermatozoi. L’ Acetil Carnitina è un aminoacido essenziale che deve essere necessariamente assunto con la dieta. Molti casi di infertilità maschile sono infatti associati ad un ridotto apporto nella dieta di questo amminoacido. L’ integrazione alimentare con acetil carnitina si è dimostrata efficace per migliorare sia la motilità che il numero degli spermatozoi. Anche l’acetil carnitina viene comunemente utilizzata come integratore per la dieta degli sportivi perché facilita la combustione dei grassi e la produzione di energia del muscolo scheletrico

La Vitamina E rappresenta il principale fattore antiossidante presente nella membrana cellulare. Una integrazione alimentare con vitamina E è indicata nei casi di infertilità maschile, nelle patologie vascolari e del tessuto connettivo e nei fumatori. In particolare la Vitamina E aumenta la motilità e la vitalità degli spermatozoi.

Lo zinco è un minerale che possiede una spiccata azione antiossidante e che svolge una funzione di difesa contro gli effetti negativi dei radicali dell’ossigeno. La sua assunzione determina un miglioramento della qualità e della motilità degli spermatozoi. L’ integrazione alimentare con zinco è in grado di rinforzare la membrana cellulare degli spermatozoi rendendoli molto più resistenti ai danni dei radicali liberi dell’ossigeno e allo stress ossidativo. Lo zinco migliora la vitalità e l’integrità degli spermatozoi e diminuisce i livelli di frammentazione del DNA spermatico, parametro correlato con ridotti livelli di fertilità maschile.

L’Acido Folico , denominato anche Vit. B9 o folacina, è una vitamina essenziale per la sintesi del DNA, dell’ RNA e degli aminoacidi. Come vitamina del gruppo B interviene anche nella produzione dei globuli rossi ed è importante per l’equilibrio del sistema nervoso. È inoltre in grado di ridurre i livelli di omocisteina, aminoacido il cui aumento patologico è causa di infertilità maschile.

L’acido folico, oltre a favorire la fertilità maschile, è consigliato anche durante il periodo dell’allattamento per la sua azione preventiva su alcune gravi malformazioni neonatali

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI PER 1 BUSTINA % RDA
ARGININA 2,5 g
ZINCO 22,5 mg 150
ACETIL CARNITINA 200 mg
VITAMINA E 30 mg 300
ACIDO FOLICO 300 mcg 150

 

La confezione di Totargin è composta da 20 bustine da 5g da assumere una volta al giorno.Il costo di ogni confezione è di € 21,50

Altre raccomandazioni:

  • Evitare l’alcool. Il consumo di alcool è associato con la teratospermia (alterazioni della forma e della struttura degli spermatozoi).
  • Evitare il fumo. Esiste una correlazione tra fumo e riduzione del numero e della motilità degli spermatozoi.